Atp Roma - Schwartzman paradisiaco: il "re" Nadal si inchina



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Atp Roma - Schwartzman paradisiaco: il "re" Nadal si inchina

Se il tennis fosse solo una questione di talento, Diego Schwartzman navigherebbe presumibilmente tra i primi cinque giocatori del mondo. "El Peque" aveva catalogato la sconfitta con Cameron Norrie a Flushing Meadows come una delle peggiori in carriera.

Buffo come a un paio di settimane di distanza si sia ritrovato a firmare quella più bella. Contro il "re" e sulla terra di Roma. Il tennista argentino gioca un set in paradiso e in una partita di quantità e qualità - condita da trentuno vincenti e appena diciassette errori non forzati - si spinge sul 6-2 7-5 quando il cronometro ha da poco superato le due ore.

Non è un Nadal approssimativo, anzi, ma un Nadal che concede comunque qualcosa nei pressi del traguardo. Quando per due volte ha l'occasione per mettere la testa avanti, per esempio. Il campionissimo spagnolo rinuncia anzitempo all'appuntamento con la "Dècima" al Foro Italico e soprattutto al sorpasso "1000" ai danni di Novak Djokovic.

Schwartzman sfiderà Denis Shapovalov per un posto in finale.

"El Peque" accarezza la perfezione

Domanda per Schwartzman: si può giocare a tennis meglio di così? Risposta: no. Nonostante qualche errore insolito - e una percentuale piuttosto basse di prime palle in campo - Nadal non presenzia in maniera circostanziale.

Semplicemente non trova delle alternative valide. Alza le traiettorie nel tentativo di non dare punti di riferimento, prova a mettere i piedi in campo e di affacciarsi nei pressi della rete, si affida in maniera quasi ossessiva alla palla corta per rinunciare agli scambi prolungati.

Sì, Nadal rinuncia agli scambi prolungati perché nel confronto diretto ne perde la stragrande maggioranza. Un paradosso. Schwartzman cancella una palla break quando il tabellone luminoso dice "1-2" e spezza gli equilibri con un mega-parziale di 9-0.

Il turno di risposta "a zero" è un capolavoro tecnico-tattico abbellito da una risposta di rovescio che taglia il campo in due. "El Peque" non si lascia condizionare in maniera alcuna dalle circostanze.

Anzi. Nadal scarica con una palla corta in rete tutta la frustrazione - nel settimo gioco e sul 30-40 - prima di abbandonarsi al 2-6 finale che tenta di mettere in discussione con una manciata di risposte aggressive. Inutili, verrebbe da dire.

Nadal concede palle break in tre dei primi quattro turni di battuta. Apporta, sì, qualche miglioria al piano tattico nel tentativo di recuperare centimetri negli scambi prolungati, ma fa e disfa. Schwartzman si ritrova sul 4-3 e sul 5-4 con la battuta a disposizione, ma raccoglie complessivamente due quindici.

Quando la logica sembra incanalare Nadal sulla strada della rimonta, le cose si ribaltano. "El Peque" approfitta di un altro turno di battuta sciagurato del campionissimo spagnolo - che sul 15-40 si lancia addirittura in un improbabile servizio-e-volée - e al terzo tentativo utile chiude la pratica.

Denis Shapovalov smuove lo zero dalla casella delle W contro Grigor Dimitrov e mantiene l'imbattibilità nei quarti 1000. Il talentino canadese, nonostante un buco nel cuore del match, trova la strada per il 6-2 3-6 6-3 alla soglia delle due ore di gioco.

Dovesse vincere contro Schwartzman, si affaccerebbe per la prima volta in carriera tra i primi dieci giocatori del mondo. Reduce da due sconfitte piuttosto brutali nella "bolla" di New York, Marketa Vondrousova ritrova buone sensazioni sulla terra di Roma.

La ceca cancella le nove palle break che mette a disposizione di una "brutta" Elina Svitolina e aggiunge alla collana delle perle la terza vittoria in carriera ai danni di una Top 10. Il 6-3 6-0 racconta praticamente tutto.

Ad attenderla ci sarà la defending champion Karolina Pliskova, che contro Elise Mertens si addormenta sul 6-3 3-1 salvo riordinare le idee nel terzo. Dopo un parzialotto di 0-5, la ceca risponde con un 6-0 e si ripiazza quanto meno tra le prime quattro. Photo Credit: Getty Images