Atp Roma - Ruud la spunta al fotofinish. Berrettini si ferma a un passo dalla semi



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Atp Roma - Ruud la spunta al fotofinish. Berrettini si ferma a un passo dalla semi

Otto al secondo turno, quattro agli ottavi, uno ai quarti e zero in semifinale. L'edizione dei record per il tennis italiano a Roma è finita così. Con la sconfitta al fotofinish di Matteo Berrettini, il numero uno.

Supera il taglio Casper Ruud, terraiolo di razza, con il cronometro che si ferma alla soglia delle tre ore di gioco. Il norvegese - pupillo della Rafa Nadal Academy - recupera un minibreak di svantaggio nel corso del tie decisivo, mette la testa avanti con una manciata di servizi vincenti e addormenta soprattutto lo scambio che si rivela decisivo.

Emblematico a ogni modo il 6-4 3-6 7-6(5) finale. Berrettini chiude inevitabilmente con qualche recriminazione. È stato a un passo dal riportare la bandierina italiana tra le prime quattro a Roma e a un passo dalla seconda semifinale "1000" in carriera.

A ogni modo il regalo per il norvegese sarà presumibilmente Novak Djokovic, niente male per una prima volta.

Che battaglia! Ruud fa la differenza nel finale

Un early-break, come direbbero i colleghi americani. Tanto basta al numero uno azzurro per fare la differenza.

Ruud ha sul piatto complessivamente tre palle break. Una subito, una nel cuore della frazione inaugurale e una ai piedi del primi mini-traguardo. Berrettini, nonostante una percentuale di prime palle in campo piuttosto bassa, recupera con due ace in fila lo svantaggio di 30-40 sul 3-2 e fa sostanzialmente la stessa cosa sul 5-4.

Il norvegese, che nel game precedente offre un set point con un sanguinosissimo doppio fallo sul 30-30, dà comunque la sensazione di poter rientrare piuttosto facilmente da un momento all'altro. E così è.

Il pupillo della Rafa Nadal Academy - personaggio incredibilmente attrezzato sul rosso - alza le traiettorie e trova terreno fertile sul lato sinistro. Quello debole per Berrettini, tanto per intenderci. Ruud scappa con un parzialotto di 3-0 e si affaccia addirittura fino allo 0-30 nel momento di massima spinta.

Berrettini, male nella ricerca della palla, manca soprattutto di intensità. Riesce, sì, a rimanere aggrappato al punteggio, ma mai a procurarsi una chance per rientrare. Anche se nel settimo game vince i primi due quindici.

Ecco, Berrettini si lega in maniera quasi ossessiva alla resa della prima palla. Ruud, che risponde tanto e che risponde bene, costruisce invece il vantaggio grazie a una maggiore quantità di armi a disposizione da fondocampo.

O almeno così sembra. Il norvegese mette la testa avanti in avvio e cancella una palla per il controbreak nel game immediatamente successivo, in linea con il leit motif di tutta la sfida, ma spegne completamente la luce sul 3-2.

E si ritrova addirittura costretto a ricoprire il ruolo della preda. Berrettini, che rientra selvaggiamente in lotta e che ritrova anche gli automatismi da fondocampo, intravede la possibilità del 15-40 sul 4-3 e quella del 30-40 sul 5-4.

Il tie break si rivela il rifugio più comodo per entrambi. Berrettini accumula il primi mini-vantaggio con una splendida soluzione di dritto in corsa. Ruud rientra, perde il controllo del dritto sul 2-3, scivola fino al 3-5, ma approfitta di un errore piuttosto grossolano del numero uno azzurro e con due prime vincenti si spinge fino al match point.

Il norvegese addormenta lo scambio con tre rovesci bloccati in fila e alla fine spinge il numero uno azzurro alla resa. Facilmente traducibile con un dritto che si spegne abbondantemente sotto al nastro. Photo Credit: Getty Images