Atp Roma - Pazzesco Musetti, Wawrinka va ko. Caruso e Cecchinato completano il tris



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Atp Roma - Pazzesco Musetti, Wawrinka va ko. Caruso e Cecchinato completano il tris

Non basta solo essere fortunati. Bisogna anche avere la fortuna di rendersene conto. Questa la storia di un ragazzetto di diciotto anni (campione Slam nel circuito juniores) alla prima presenza in assoluto nel Main Draw del "1000" di Roma.

Ragazzetto che in contrasto con qualsiasi logica batte Stan Wawrinka con un rocciosissimo 6-0 7-6(4). Promosso dalle qualificazioni, e reduce dal derby con Giulio Zeppieri al rush finale, il talentino azzurro gioca una partita da stropicciarsi gli occhi.

Deresponsabilizzato presumibilmente dalle circostanze - e da un avversario evidentemente limitato fisicamente - stravince il confronto da fondocampo e applica alla perfezione lo schema servizio-dritto. Persino sulla diagonale rovescio-rovescio non lascia trasparire troppa differenza.

Wawrinka non riesce a smuovere lo zero dalla casella dei game nella frazione inaugurale - un paradosso - e nemmeno a sbloccarsi nel secondo. Ecco: la forza di Musetti si può sintetizzare nel momento di massima difficoltà, quando i pensieri iniziano quasi inevitabilmente ad accatastarsi.

Lo stesso principio vale per Wawrinka: Wawrinka nonostante tutto. Il tennista elvetico riesce a trovare quantità e qualità, a recuperare il break di svantaggio e a spuntare con la testa davanti per la prima volta del match.

Sul 4-3. Il talentino azzurro ribatte con un turno di battuta perfetto - condito da una splendida soluzione il lungolinea di rovescio e da un ace - rimane in scia e sul 5-5 0-15 probabilmente commette uno dei primi errori da juniores con il dritto, nei pressi della rete.

Il tie break è una conseguenza puramente logica. Nel corpo-a-corpo iniziale, pregno di tensione, Musetti riesce ad acquisire un po' di spazio con una splendida risposta di dritto e ad amministrare lo scambio lungo successivo con il dritto.

Sul 2-1 sopravvive a un braccio di ferro sulla diagonale debole, sul 3-1 si libera dello scambio con un drop e cuce con una precisissima volée il doppio-vantaggio. Prima vincente, errore Wawrinka: risultato? Cinque match point.

Quello buono è il secondo, certificato da un passantone di dritto. Per la prima vittoria in carriera nel circuito maggiore non avrebbe potuto chiedere di meglio. E adesso c'è Kei Nishikori: sognare è ancora lecito.

Grande Italia. Avanti Cecchinato e Caruso

Da Roma a Roma. Nel mezzo, da incubo, due vittorie e venticinque sconfitte. Marco Cecchinato ritrova il sorriso sul rosso - quanto meno nel circuito maggiore - con il Pietrangeli sullo sfondo.

Contro Kyle Edmund, che controlla la sfida per un set e mezzo, dopo una sessantina di minuti di stop (causa-pioggia) fa tutto quello che deve fare. Limita considerevolmente il numero degli errori non forzati, guadagna centimetri negli scambi prolungati, riesce a spostare il tennista britannico da una parte all'altra e soprattutto a sfruttare l'arma palla corta.

Decisivo il tie break - che riescce ad acciuffare nonostante una leggerezza sul 6-5 - che fa sostanzialmente da preludio a un dominio nel rush finale. Finisce 3-6 7-6(6) 6-2. Il secondo turno con Filip Krajinovic potrebbe nascondere molte insidie.

Se avesse potuto decidere le modalità (e soprattutto il luogo) siamo sicuri che Salvatore Caruso avrebbe risposto esattamente così. La prima vittoria "1000" del tennista siciliano arriva alla soglia delle tre ore di gioco e sul Grandstand di Roma.

Difficile chiedere di meglio, no? Contro Tennys Sandgren - una sorta di bestia nera per il tennis azzurro - il ventisettenne nativo di Avola rimedia a un primo set difficilissimo, spezza gli equilibri nel cuore del match con un mega-parziale di dodici punti a zero e rifiuta la sconfitta in ogni modo ai piedi del traguardo.

Come? Metabolizza un cattivo turno di battuta, cancella tre chance del 5-3 (nonostante tre doppi falli) ma soprattutto sopravvive a match point sul 4-5. Nel rifugio jeu decisif dilapida, sì, un doppio mini-break di vantaggio, ma trova l'allungo decisivo e aggancia il 3-6 6-3 7-6(4) e si "regala" Novak Djokovic.

Alla prima dalla disfatta targata Us Open. Fanno bene, e non è un caso, praticamente tutti i qualificati. La vittoria di Federico Coria interessa da vicino Matteo Berrettini (numero quattro del seeding) a caccia del primo terzo turno in carriera a Roma.

Tutto estremamente facile per Denis Shapovalov e Andrey Rublev, nel listone delle sorprese spiccano i nomi di Dominik Koepfer e Pedro Martinez. Battuti rispettivamente Sam Querrey e Alex de Minaur.