Caos Adria Tour: Djokovic rifiuta il tampone, anche Coric positivo



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Caos Adria Tour: Djokovic rifiuta il tampone, anche Coric positivo

Il numero 1 al mondo Novak Djokovic ed il tennista russo Andrey Rublev dovevano affrontarsi domenica sera nella finale del secondo round dell'Adria Tour, in programma a Zara. L'evento è stato però cancellato a causa della positività al virus del tennis bulgaro Grigor Dimitrov.

Dopo questa situazione tutti i tennisti che hanno partecipato all'evento si sono sottoposti al tampone prima di lasciare la Croazia. Dopo Dimitrov anche il croato Borna Coric è risultato positivo al tampone e c'è preoccupazione che nelle prossime ore vi siano altri casi.

Tutti i tennisti hanno effettuato il tampone, tutti tranne Novak Djokovic.

Il campione serbo, che, aveva trascorso molti giorni assieme a Dimitrov (giocano a basket in foto), ha rifiutato di sottoporsi al test ed ha preferito tornare a casa a Belgrado. C'è da dire che gli atleti non erano obbligati a sottoporsi al tampone.

Nel corso del torneo Djokovic ha battuto Pedja Krstin, Borna Coric e Nino Serdarusic.

Le ultime su Djokovic e le parole in vista dei prossimi tornei in America

Nelle ultime settimane Novak Djokovic ha ricevuto tante critiche, in particolare per comportamenti ritenuti irresponsabili nel corso dell'Adria Tour con il serbo sempre a stretto contatto con la gente.

Oltre a ciò Novak ha commentato anche l'ufficialità dell'Us Open che non verrà cancellato ma si giocherà come previsto. Ecco le sue parole a riguardo: "Penso che molte persone fossero scettiche, soprattutto per gli eventi statunitensi visto che negli Stati Uniti la situazione pandemia è ancora molto difficile.

Sinceramente anche io ero molto scettico su questa situazione. Ora però sono lieto che si giochi, in questo modo i tennisti possono competere e vi sono ancora numerosi posti di lavoro. Noi siamo amanti del tennis e ne siamo appassionati, ci manca competere e viaggiare e in generale ci manca essere nel Tour.

Penso che questa sia una notizia molto positiva. Le regole sono molte rigide, devo dire, con atleti del Sud America che non possono uscire dai loro paesi ed entrare negli Stati Uniti. Lavoriamo con l'Atp e l'Usta affinché questa situazione possa cambiare.

Speriamo non si resti con questo scenario, c'è ancora tempo. Si spera che ogni singolo giocatore che partecipa, merita per la classifica e per la propria situazione e che ognuno abbia pari opportunità agli Us Open"