Atp Rotterdam - Sinner fuori a testa alta, passa Carreno Busta


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Atp Rotterdam - Sinner fuori a testa alta, passa Carreno Busta

Nessuna vittoria è uguale all'altra, così per le sconfitte. Alcune sono strettamente necessarie, soprattutto in un percorso di crescita. Sia chiaro, Jannik Sinner avrebbe firmato con il sangue per vincere anche questa, ma tant'è.

Dopo il primo successo ai danni di un Top 10 in carriera, l'azzurrino fa partita pari anche con Pablo Carreno Busta. Spaesato lo è solo nei pressi della rete - niente di nuovo - qualche litigio ce l'ha solo con le palle break.

Il 2/14 è purtroppo decisivo. La partita si gioca banalmente su pochissimi punti. Basti pensare che Sinner recupera un set di svantaggio, cancella tre match point consecutivi nel terzo e ne manca complessivamente due nel tie break finale.

Finisce 7-5 3-6 7-6(6) alla soglia delle tre ore di gioco, per fortuna è quasi un dettaglio. Da settimana prossima sarà presumibilmente sul gradino numero sessantotto del ranking. E siamo solo all'inizio. L'equilibrio è presumibilmente il tema che accompagna l'intero tête-à-tête.

Sinner fatica con la battuta a disposizione nel terzo game, Carreno concede qualcosa nel settimo. Lo spagnolo recupera due quindici di svantaggio con l'ausilio del servizio, l'azzurrino punge con il rovescio in due occasioni.

Carreno ricompatta lo score e legge poi le intenzioni dell'avversario sul 40-40 - che si lancia a rete nel tentativo di non dare dei punti di riferimento - ma la leadership la guadagna soprattutto con la prima. Quando la logica sembra spingere per il tie break, Sinner accusa un piccolo passaggio a vuoto.

Lo spagnolo ne approfitta nelle migliori delle maniere e mette la testa avanti alla prima opportunità utile. Sinner rimane comunque aggrappato al punteggio con le unghie e con i denti. Manco a dirlo cancella una palla break in avvio di secondo e apporta delle decise migliorie al piano tattico poi.

Superato quello che sembra l'ostacolo più invadente, lima le percentuali con la seconda di servizio, bacchetta l'avversario sulla diagonale sinistra con una certa continuità, ma si adatta soprattutto da fondocampo agli scambi prolungati.

Manca, sì, una manciata di occasioni a cavallo tra il quarto e il sesto game, ma spezza gli equilibri sul 4-3 e con un turno di battuta praticamente perfetto si spinge quanto meno fino al terzo. Sinner risponde tanto e bene: il dritto che pesca sul 15-30 alla fine di uno scambio massacrante sulla diagonale destra racconta tutto.

Carreno applica alla perfezione lo schema servizio-dritto, concede complessivamente altre due palle break (con Sinner che si lancia a rete in un'occasione e che stampa sul nastro un dritto di quasi-chiusura) ma rimane a galla.

E come nella logica delle cose ribalta l'inerzia. Sinner si concede una una pausa con la battuta a disposizione proprio quando il tabellone luminoso è fermo sullo 0-1. Ovviamente non rinuncia alla lotta. L'azzurrino concentra la stragrande maggioranza delle attenzioni fisiche e mentali sul nel nono game.

Forse ne spreca troppe, dato che sporca il tabellino con tre errori consecutivi in quello immediatamente successivo. L'altoatesino chiede e ottiene comunque l'ausilio del servizio nei primi due casi e aggancia il 40-40 grazie a un massacrante braccio di ferro sulla diagonale sinistra.

Il 2/14 accanto alla voce break points won è desolante, ma non non definitivo. Sinner si accomoda infatti al jeu decisif e disegna il 2-1 con due vincenti di dritto. Spreca un mini-break di vantaggio, ma schizza comunque sul 6-4.

Sfortunatamente non basta. Carreno approfitta di un errore dell'avversario in fase di impostazione e cancella il secondo match point con un coraggiosissimo Serve&Volley. Le speranze di Sinner si infrangono alla soglia delle tre ore di gioco, fatale un errore in fase di impostazione con il rovescio.

Lo spagnolo conferma il ruolo di ammazza-italiani e trova soprattutto posto in semifinale. Ad attenderlo uno tra Felix Auger Aliassime e Aljaz Bedene. CLICCA QUI PER CONSULTARE TUTTI I RISULTATI DI GIORNATA E IL PROGRAMMA DI DOMANI Photo Credit: Ray Giubilo