ATP Buenos Aires: Sonego perde ancora. Seppi e Lorenzi OK a New York



by   |  LETTURE 1934

ATP Buenos Aires: Sonego perde ancora. Seppi e Lorenzi OK a New York

Lorenzo Sonego non riesce a sbloccarsi. Cinque partite giocate nel 2020, altrettante sconfitte, col bilancio di un set vinto (contro Laslo Djere a Doha) a fronte di undici persi. Il dato diventa ancora più inquietante se esteso alla parte finale del 2019: dopo il successo al Challenger di Genova e il primo turno passato a Metz, ha chiuso la stagione con sei sconfitte di fila.

I numeri, dunque, parlano di undici match senza vittorie. Non è il caso di allarmarsi, anche perchè le cambiali pesanti sono ancora lontane e c'è il tempo per risollevarsi. L'impegno a Buenos Aires non era dei più semplici, contro un giocatore esperto come Pablo Cuevas, uruguaiano nato in Argentina che conosce benissimo quei campi, quell'ambiente, quei tornei.

Il 34enne di Concordia si è imposto con un doppio 6-4, senza mai dare la sensazione di poter perdere. A impressionare, nell'ora e trentasette minuti di partita, la differenza in termini di pesantezza di palla. La sfera di Cuevas è un macigno, mentre quella di Sonego è ancora leggerina.

Coach Gipo Arbino lo sa bene, al punto che in queste settimane il team si fa accompagnare da un preparatore atletico, quel Damiano Fiorucci che lavora in stretta collaborazione con Fabio Nervi, storico trainer di “Sonny”.

L'obiettivo è mettere su qualche chilo per essere ancora più competitivo contro gli specialisti. Intendiamoci: Sonego ha raggiunto i quarti a Monte Carlo con le sue qualità: velocità, esplosività, gran servizio e immensa voglia di vincere.

Non le ha perse, ma è chiaro che gli avversari lo conoscono meglio e hanno studiato le contromisure. È il caso di Cuevas, che a Buenos Aires è giunto per tre volte nei quarti (2015, 2016 e 2019). Nel primo set gli è bastato un break al settimo game per mettere in ghiaccio il parziale, mentre c'è stata più battaglia nel secondo.

Sul piano tattico è stato un match interessante: nei turni di risposta, Cuevas si piazzava lontanissimo dalla riga, anche sulla seconda di Sonego, per impostare uno scambio robusto. L'azzurro lo sapeva e cercava di sorprenderlo col colpo subito dopo il servizio, anche a costo di colpire in controbalzo.

A volte ce l'ha fatta, altre no. Quando lo scambio si prolungava, Cuevas conquistava progressivamente campo ed entrava in territori a lui più familiari. A Sonego restavano la corsa, la grinta e un buon utilizzo della palla corta.

L'azzurro aveva una palla break sull'1-0 nel secondo, ma non la sfruttava. Per lui è stata una partita di sacrificio, non certo accompagnata dalla buona sorte: tanti colpi vincenti gli sono finiti fuori di pochi centimetri.

Sfortuna, ok, ma anche necessità di rischiare. Il break arrivava sul 4-4 e Cuevas chiudeva nel game successivo, peraltro dopo aver annullato un paio di palle break (che aveva concesso con altrettanti doppi falli). Nel momento del bisogno, tuttavia, Cuevas trovava il suo miglior tennis e chiudeva con un punto a rete, in cui Sonego tentava un pallonetto-tweener fronte alla rete, terminato in corridoio.

Inutile fare processi, ancor meno abbozzare sentenze: la storia del tennis è piena di crisi ben più gravi di questa. Sonego non è tipo da abbattersi e ripartirà da Rio de Janeiro, laddove l'asticella sarà ancora più in alto, trattandosi di ATP 500.

La prima giornata dell'Argentina Open ha sancito anche le vittorie di Thiago Monteiro su Jaume Munar e del giovane Casper Ruud su Pablo Andujar. Dopo la Caporetto azzurra nelle qualificazioni, con quattro sconfitte al primo turno, al Buenes Aires Lawn Tennis Club ci rimane Marco Cecchinato.

Il siciliano se la vedrà con Roberto Carballes Baena, sconfitto lo scorso anno lungo il percorso verso il titolo. C'è da sperare che sia di buon auspicio. ATP NEW YORK – La terra battuta è la superficie preferita dagli italiani, ma le soddisfazioni sono arrivate dal cemento indoor di New York.

Sia pure con strade diverse, Andreas Seppi e Paolo Lorenzi hanno scelto l'America come base: Florida per il toscano, Colorado per l'altoatesino. Non c'è dunque da stupirsi della scelta di giocare il New York Open, che qualche anno fa ha preso il posto dello storico appuntamento di Memphis.

Si gioca su un campo dipinto di nero e – in attesa dell'esordio dei big – sono arrivate un paio di buone vittorie. Seppi ha conquistato gli ottavi battendo Damir Dzumhur in un match a più facce: dopo essersi spartiti i primi due set, i due hanno dato battaglia nel terzo.

Seppi ha voluto fortemente questo successo: sotto 5-3, ha trovato il controbreak all'ultimo respiro e poi ha dovuto rincorrere nel tie-break. In svantaggio 2-5, ha annullato un matchpoint sul 5-6, salvo poi imporsi 9-7.

Successo importante per mantenere un posto tra i top-100 un po' traballante dopo la scadenza dei punti raccolti lo scorso anno in Australia. Ormai prossimo ai 36 anni, Andreas ha le carte in regola per andare avanti, anche perché al secondo turno non troverà il temuto Tennys Sandgren, estromesso nella notte da Steve Johnson in un altro match chiuso al fotofinish (6-7 6-3 7-6 lo score).

Buone notizie anche da Paolo Lorenzi: il senese ha passato le qualificazioni lasciando appena quattro game a Noah Rubin. L'urna gli ha dato una mano, poiché nel main draw troverà un altro qualificato. Non sarà facile perché il gigante Danilo Petrovic è dotato di un gran servizio, ma era difficile pescare meglio. Si giocherà per affrontare Miomir Kecmanovic.