ATP Cordoba: occhio a Cristian Garin: "Gago" fa sul serio...


by   |  LETTURE 1499
ATP Cordoba: occhio a Cristian Garin: "Gago" fa sul serio...

Non c'era un clima particolarmente ostile per Cristian Garin, durante la finale del torneo ATP di Cordoba. Tuttavia, il cileno avrebbe vinto anche se ci fossero state le barras bravas del Talleres, squadra di calcio che gioca a poche centinaia di metri di distanza.

Troppo in forma, troppo motivato, troppo forte per farsi battere da Diego Schwartzman, che pure era favorito prima della finale. Presso il campo centrale intitolato a Mario Alberto Kempes (eroe dell'Argentina che vinse i Mondiali di Calcio del 1978), Garin ha dominato alla distanza e si è imposto 2-6 6-4 6-0, intascando il terzo titolo dopo quelli dell'anno scorso a Houston e Monaco di Baviera.

Tutti ATP 250, tutti sulla terra battuta, ma stavolta c'è la sensazione che possa essere l'inizio di qualcosa di importante per “Gago”, che oggi entra per la prima volta tra i top-30 ATP (sesto cileno a riuscirci, è volato al n.26).

Col suo tennis istintivo e potente, ha confermato di avere le armi tecnico-tattiche per superare il “Peque” (lo aveva già battuto un paio di volte in cinque precedenti). Tuttavia, ha sorpreso per tenuta mentale e fisica.

Il suo talento è noto, almeno sin da quando ha vinto il Roland Garros Junior in finale su Alexander Zverev, ma non sempre lo aveva maneggiato con cura. Nemmeno la cura della Rafa Nadal Academy lo aveva portato alla definitiva maturazione.

Per qualche tempo aveva condiviso gli allenamenti con Jaume Munar: si pensava che il maiorchino, meno talentuoso, avrebbe avuto una carriera migliore in virtù della sua “fame”. Oggi i ruoli si sono ribaltati, con Garin che festeggia il best ranking, mentre Munar langue in 95esima posizione (peraltro senza essere mai entrato tra i top-50).

Tornato in Sudamerica, oggi si fa seguire da Andres Schneiter, ex discreto giocatore di inizio millennio, che condivide con Juan Ignacio Londero (“Non è vero che ci stiamo separando, andremo avanti” aveva detto in settimana, rispondendo a un giornalista argentino che aveva diffuso la voce di un divorzio).

Col nuovo assetto, la sua carriera è cambiata. E le prospettive sembrano decisamente interessanti. In realtà, nel primo set si era scontrato con la grande fase difensiva di Schwartzman. Provava ad accorciare il campo, tenendo i piedi ben dentro la linea, ma l'argentino arrivava ovunque.

Dopo un'iniziale scambio di break (2-1 Schwartzman, poi 2-2), il “Peque” intascava quattro giochi di fila e sembrava poter vivere una finale di routine. Il crocevia del match è arrivato sull'1-1 nel secondo, quando Garin si è trovato in svantaggio 0-40 sul proprio servizio.

Con coraggio, si è aggiudicato cinque punti di fia e ha via via preso fiducia. Scappava sul 5-2, poi però si faceva sorprendere al momento di servire per il set. Niente paura: con Schwartzman al servizio sul 4-5, il cileno ha tirato un paio di fiondate di dritto che hanno spinto la contesa al terzo.

Chi pensava a un arrivo al fotofinish è rimasto deluso: nonostante una palla break cancellata in avvio, e un pubblico sempre più acceso, Garin era ormai padrone del campo e raccoglieva i cocci di uno Schwartman sfibrato, chiudendo la contesa dopo due ore e quattro minuti.

“Ringrazio il pubblico argentino, sono stati molto rispettosi nei miei confronti – ha detto Garin – per me l'Argentina è una seconda casa, non mi aspettavo di vincere questo torneo. Il Peque è un esempio, lo seguo da anni”.

Da parte sua, Schwartzman ha ammesso la superiorità del cileno e si è detto pronto a ripartire da Buenos Aires, laddove è finalista in carica e partirà da testa di serie numero 1. Non accadeva da 18 anni che un cileno vincesse un torneo ATP in Argentina: l'ultimo a riuscirsi era stato Nicolas Massu, che nel 2002 si impose a Baires battendo in finale Agustin Calleri, attuale presidente della federtennis albiceleste.

Non sappiamo se Garin saprà replicare i risultati della generazione dorata del tennis cileno, però è un giocatore “vero”. Lo scorso anno ha effettuato un notevole salto di qualità e adesso sembra pronto a un passo in più, a maggior ragione in un momento delicato: con l'imminente squalifica a Nicolas Jarry (risultato positivo a un test antidoping), le aspettative dei cileni sono tutte su di lui, specialmente nell'anno in cui il Paese tornerà a ospitare un torneo ATP (a Santiago, dal 24 febbraio). “Sto giocando il miglior tennis della mia vita – ha detto – però vorrei qualcosa di più.

So di poter fare ancora meglio. Mi piacerebbe continuare a esprimere un tennis aggressivo e migliorare laddove ne ho bisogno: mobilità e servizio” Si chiude la seconda edizione del Cordoba Open, evento che tiene duro nonostante la crisi economica che ha colpito l'Argentina, svalutando la moneta locale.

Per questo, aver superato i 35.000 spettatori della passata edizione è stato un ottimo risultato per gli organizzatori, che pure non sono riusciti a portare un top-10. Erano stati in trattativa con Matteo Berrettini, ma poi l'azzurro aveva scelto di limitarsi a Buenos Aires e Rio de Janeiro (alla fine non andrà in Argentina perché è ancora alle prese con qualche problema fisico).

Nonostante tutto, il direttore del torneo Mariano Ink guarda al futuro con ottimismo: se arriverà il sostegno necessario, l'impegno è creare un campo centrale permanente da 6.000 spettatori, in modo da evitare tribune prefabbricate da montare e smontare ogni anno, operazione decisamente costosa.

Intanto si è goduto la visita di due grandi personaggi: l'eroe del tennis cordobese David Nalbandian e la campionessa olimpica Monica Puig. Anche l'immagine vuole la sua parte.