ATP Finals – Successo storico per Berrettini, sconfitta indolore per Thiem


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ATP Finals – Successo storico per Berrettini, sconfitta indolore per Thiem

Questa benedetta vittoria, alla fine, è arrivata. Alla nona partita giocata da un tennista italiano al Masters, il nostro giocatore ha finalmente stretto la mano da vincitore. E pazienza se Matteo Berrettini era già eliminato dopo le sconfitte contro Federer e Djokovic (hai detto niente...).

Negli archivi resterà il 7-6 6-3 con cui ha superato Dominic Thiem, già certo del primo posto nel girone. Il match di giovedì pomeriggio era, a tutti gli effetti, un'esibizione ben pagata. In palio c'erano “soltanto” 215.000 dollari e 200 punti ATP.

Mica male raccogliere in meno di un'ora e mezza un bottino maggiore rispetto a quello offerto dagli ottavi in uno Slam o dai quarti in un Masters 1000. Berrettini lo sapeva, e per questo ha affrontato il match con la dovuta concentrazione e professionalità.

D'altra parte, non c'erano dubbi. Diciamolo francamente: c'erano tutte le premesse per il successo. La scarsa motivazione di Thiem, con la necessità-possibilità di prolungare il recupero psicofisico dopo le enormi fatiche dei giorni scorsi.

In particolare, martedì sera aveva speso moltissimo per battere Novak Djokovic. E poi al suo angolo non c'è più Nicolas Massu, coach-motivatore che gli ha trasmesso un'infinita voglia di vincere e una mentalità ben più aggressiva a quella del “filosofo” Gunther Bresnik.

Il cileno è dovuto volare a Madrid per le Davis Cup Finals. Sabato, nella semifinale, andrà valutato il peso della sua assenza quando Thiem scenderà in campo per la semifinale. Queste cose non devono interessare a Berrettini, che ha chiuso nel migliore dei modi la sua stagione individuale.

Il 1 gennaio era fuori dai top-50 ATP, nessuno – nemmeno lui – avrebbe immaginato di fare così bene. “Non mi sarei mai aspettato di essere qui” ha detto nell'intervista con Annabel Croft, spiegando di essere molto contento della sua prestazione nonostante non fosse al 100% sul piano fisico.

Ha compensato con l'intelligenza e un gran servizio, colpo sempre più determinante nell'economia del suo tennis. Quando gli hanno fatto una domanda sul dritto, colpo altrettanto incisivo, ha trovato il modo per scherzare: “Bè, devo ringraziare soprattutto mia madre.

Non certo mio padre, visto che gioca quasi esclusivamente in slice e si presenta a rete”. La stagione di Berrettini non è ancora terminata, poiché sarà il leader della squadra italiana nelle Davis Cup Finals (gli azzurri sono inseriti nel girone con Canada e Stati Uniti), poi sarà il momento delle meritate vacanze.

Fino a oggi, l'Italia aveva raccolto appena un paio di set nei Masters di fine anno: Panatta nel 1975 contro Nastase, Barazzutti nel 1978 contro Ramirez. Nessuno dei due aveva però vinto una partita: c'è riuscito Berrettini e tanto basta, anche se il match non è stato dei più spettacolari.

I due sono andati di fretta, c'è stata la sensazione – soprattutto nel secondo set – che Thiem fosse un po' dimesso, con la testa già al weekend. È umano. Il match è filato via liscio fino al 4-4, poi l'azzurro brekkava.

Al momento di chiudere, tuttavia, giocava il peggior game della sua partita e consentiva a Thiem di agganciare il 5-5. Si andava al tie-break, in cui Matteo mostrava un maggiore attaccamento alla partita: 4-0, poi 7-3. Nel secondo, gli bastava un break al sesto game (sigillato da un bel dritto a uscire) per scrollarsi di dosso l'avversario.

Matteo finiva in gloria, con una morbida palla corta che gli permetteva di scrivere un altro pezzettino di storia. Durante la stagione aveva giocato match molto interessanti contro Thiem, battendolo a Shanghai e perdendo a Vienna.

Ma l'austriaco, nel torneo di casa, aveva dovuto fare il fenomeno. Inoltre le condizioni di gioco erano ancora più lente rispetto a Londra. Non è un caso che oggi Berrettini abbita tenuto ben 97 punti sotto i cinque colpi (vincendone la maggioranza).

Al contrario, soltanto tre scambi sono andati oltre i nove palleggi. Con statistiche del genere, non c'è da sorprendersi dell'esito finale. Mentre Matteo prenderà un volo per Madrid, l'austriaco si metterà comodo per attendere l'esito del Gruppo Agassi, che domani stabilirà il nome del suo avversario in semifinale.

Con grande probabilità, uno tra Nadal e Zverev. Quanto al Gruppo Borg, stasera è tempo di Djokovic-Federer. C'è da mettersi comodi.