ATP Finals – Tsitsipas risolve l'enigma Medvedev: “Londra sembrava Atene”


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ATP Finals – Tsitsipas risolve l'enigma Medvedev: “Londra sembrava Atene”

Due giorni, due risultati contro pronostico. Dopo il successo di Dominic Thiem contro Roger Federer, le ATP Finals di Londra hanno vissuto l'impresa di Stefanos Tsitsipas (n.6) su Daniil Medvedev (4) nel match inaugurale del Gruppo Agassi.

Una prestazione impeccabile, quasi perfetta, fondata su un rendimento eccezionale al servizio. Basti pensare che il russo, uno dei migliori ribattitori del tour, non ha raccolto neanche una palla break. È finita 7-6 6-4 ed è il primo successo del greco dopo cinque sconfitte consecutive contro un avversario che non ama (sentimento vivamente ricambiato).

Dopo il loro primo scontro diretto, lo scorso anno a Miami, i due rischiarono di venire alle mani. In particolare, Medvedev era furioso per l'atteggiamento di Tsitsipas. Nella cornice patinata della 02 Arena di Londra non ci sono stati attimi di tensione, anche se la stretta di mano non è stata delle più cordiali.

“È stata una delle vittorie più dure e importanti della mia vita – ha detto Tsitsipas a caldo – oggi mi sono dato un boost di energia in più: l'ultimo game è stato uno dei più complicati che abbia mai giocato, è davvero un sollievo aver vinto”.

Tsitsipas ha vinto la partita a tavolino, studiandola attentamente con il suo staff (a seguirlo c'è anche Patrick Mouratoglou, seduto accanto a papà Apostolos). Anche a costo di commettere qualche errore di troppo, ha spinto duro sul dritto di Medvedev per poi cercare di affrondare dall'altra parte.

Ha seguito la strategia con ostinazione, anche quando non sembrava il caso, ma alla fine la scelta ha pagato. Le statistiche sorprendono: Tsitsipas ha vinto quattro punti in più (77 a 73), ma il saldo tra vincenti ed errori gratuiti è favorevole al russo (24-16 contro il 26-28 del greco): altra testimonianza di come, nel tennis, non tutti i punti siano uguali.

Nel primo set, Tsitsipas ha avuto una chance al terzo game (annullata), poi i due sono arrivati al tie-break. Il punto chiave si è giocato sul 5-5, quando il greco è stato più aggressivo e ha avuto il coraggio di prendersi il punto a rete, giocando una volèe (un po' tremebonda, per la verità) sulla riga.

Quando Annabel Croft gli ha ricordato il punto, ha chiesto di rivederlo perché non lo ricordava. I solerti tecnici della 02 Arena lo hanno sparato nei maxi-schermi e Stefnoas ha ammesso che la volèe, in effetti, poteva essere più pulita.

Nel secondo ha avuto un paio di palle break sul 3-3 (annullate benissimo da Medvedev), poi lo strappo decisivo arrivava sul 4-4. Nell'ultimo game c'era viva tensione, ma Tsitsipas trovava il modo di chiudere e urlare di sollievo verso il suo angolo.

“Non è facile scendere in campo dopo aver perso per cinque volte con lo stesso giocatore, ma avevo fatto un accordo con me stesso: provarci fino alla fine – ha detto Tsitsipas – per me questa vittoria significa molto, poi ci sono tante bandiere della Grecia, sembrava quasi si giocare ad Atene.

Una grandissima sensazione”. Grande protagonista a inizio stagione, Tsitsipas si era un po' bloccato negli ultimi mesi ma adesso ha ritrovato brillantezza. La vittoria su Medvedev lo mette in buona posizione in ottica semifinale, anche se avremo le idee più chiare dopo Nadal-Zverev.

Il greco tornerà in campo mercoledì contro il vincente, nel suo secondo match alla O2 Arena. “Seguo questo torneo in TV sin dalla prima edizione a Londra, mi pare fosse il 2010 (in realtà era il 2009, ndr), quando il title sponsor era ancora Barclays – dice Tsitsipas – e sognavo di metterci piede da protagonista.

Il Masters è un grande evento, genera molta attenzione, è una gioia giocare su questo campo. Per arrivarci ho dovuto fare molta strada, devo ringraziare chi ha creduto in me”. A decidere questo match, senza dubbio, l'impressionante rendimento al servizio e l'atteggiamento tattico giusto.

Da parte sua, Medvedev ha un po' deluso in quella che dovrebbe essere una sua specialità: il problem solving. Non ha trovato le giuste contromisure, è sempre stato costretto sulla difensiva e – a parte qualche gran giocata occasionale – il destino dello scambio era sempre nelle mani di Tsitsipas.

Non poteva, il greco, immaginare un esordio così brillante nell'agognato torneo dei “Maestri”. l bello (per lui) è che si tratta soltanto l'inizio.