Atp Finals - Mostruoso Djokovic! Berrettini battuto all'esordio


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Atp Finals - Mostruoso Djokovic! Berrettini battuto all'esordio

Conta esserci, per essere. E Matteo Berrettini lo sa. Il quinto nella storia a trascinare la bandiera azzurra alle Finals, il primo in singolare dal 1978, pesca all'esordio l'avversario peggiore. In un Gruppo (il Bjorn Borg) pieno zeppo di insidie parte ovviamente con una sconfitta.

Novak Djokovic chiacchiera con la perfezione, colleziona più del doppio dei punti da fondocampo, contiene senza particolari difficoltà le bordate dell'avversario. Che manco a dirlo tocca di media i 215 km/h con la prima palla.

Il serbo, cinque volte campione del torneo, eguaglia quindi il numero di vittorie alle Finals di Boris Becker (fermo a quota 36) supera il primo test per l'undicesima volta in carriera e ferma il cronometro dopo poco più di sessanta minuti.

Non lascia spazio a troppe considerazioni il 6-2 6-1 finale. I versi che accompagnano Berrettini sulla O2 Arena li canta Eddie Anthony. Leader dei The Score. "This is not another story, this is not another drill" riecheggia tra le luci e le ombre del Centralone.

E fa quasi sorridere. Il talento azzurro, che vivaddio fatica a nascondere le emozioni, si adatta però al più scontato degli epiloghi. Riesce a smuovere immediatamente lo zero dalla casella dei game, a recuperare dallo 0-30 nel turno di battuta successivo e a vincere un quindici (il primo in risposta) proprio sul 2-2.

La lotta, però, è praticamente condensata nei primi cinque giochi. Djokovic prende in mano la situazione, gestisce in maniera straordinariamente efficace gli scambi prolungati, si adatta al servizio dell'avversario.

Che come detto tocca di media i 215 km/h con la prima palla. Il campionissimo serbo, che parallelamente concede le briciole con il colpo d'avvio, consolida il vantaggio, macchia il tabellino con due soli unforced e bissa addirittura l'operazione break nel finale.

Il 6-2 è praticamente una conseguenza logica. Le dinamiche dello scontro non cambiano. Berrettini non riesce a fare male con i primi due colpi e trovare della alternative valide quando lo scambio si allunga. Djokovic ribatte tutto, non offre mai punti di riferimento, stravince il confronto-tecnico e praticamente elimina gli errori dal piano tattico.

Anche nella seconda frazione, dopo un turno di battuta ovviamente a zero, recupera due punticini di svantaggio e spezza gli equilibri. Con un mega-parziale di 8-0 sulle spalle, complice anche qualche sbavatura, il numero due del mondo si distrae.

E ovviamente non nasconde la stizza. Nel sesto gioco riordina comunque le idee, sballotta l'avversario da un lato all'altro del campo, assesta il quinto gancio in risposta con due splendide soluzioni di dritto in risposta e confeziona il 6-1 finale senza particolari difficoltà.

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