Atp Parigi Bercy - Pokerissimo Djokovic! Shapovalov mai in partita


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Atp Parigi Bercy - Pokerissimo Djokovic! Shapovalov mai in partita

Da Parigi, il nostro inviato - L’epilogo del Rolex Paris Masters è stato tanto scontato quanto privo di pathos, forse addirittura noioso nella sua pronosticabile ovvietà. In una finale per nulla memorabile, Novak Djokovic ha conquistato il suo quinto titolo a Bercy, il 34° 1000 della sua carriera (a -1 da Rafael Nadal), liquidando Denis Shapovalov con il risultato di 6-3 6-4 in un’ora e sette minuti di autentico assolo.

Per il fuoriclasse serbo si tratta del 77° trofeo (eguagliato John McEnroe al quinto posto all-time) e della quarta affermazione in altrettanti scontri diretti con il canadese, anche se domani cederà la vetta del ranking mondiale a Rafael Nadal.

Il successo odierno gli consente di ridurre a 640 il distacco rispetto allo spagnolo nella Race, rimandando dunque ogni discorso al Master di fine anno (sempre che il maiorchino riuscirà a recuperare). ‘Shapo’, bloccato dalla tensione alla sua prima finale assoluta in un 1000, fallisce invece l’opportunità di diventare il primo giocatore del suo Paese ad aggiudicarsi un torneo di questo calibro (il connazionale Milos Raonic aveva infatti perso tutte e tre le finali disputate, compresa quella del 2014 proprio nella capitale francese).

L’inizio di partita non è incoraggiante per Denis, che cede il servizio già nel secondo game e non riesce proprio a trovare la misura da fondo campo. Nonostante il supporto di una AccorHotels Arena gremita in ogni ordine di posto (i biglietti meno cari costavano 54 euro, non molto per un evento del genere), il pupillo di Youzhny non si scuote e finisce per essere inghiottito dalla ragnatela di ‘Djoko’.

Pur senza strafare e limitandosi a gestire le operazioni, Nole ottiene l’85% dei punti con la prima e commette pochissimi errori gratuiti (saranno appena 7 a fine match contro i 22 del rivale). Il 32enne di Belgrado non si spreme troppo alla ricerca di un ulteriore break, una scelta che toglie qualsiasi motivo di interesse al finale di set.

Il secondo turno di battuta mantenuto a zero consente al quattro volte campione di archiviare la pratica dopo soli 28 minuti. Una buona percentuale al servizio permette a Shapovalov di rimanere aggrappato al suo avversario in apertura di secondo set, con Novak che attende pazientemente il momento propizio per infilare il colpo del ko.

L’equilibrio si spezza nel fatidico settimo game, ultimo sussulto di un incontro segnato fin dai primissimi scambi. Soltanto una lieve distrazione di Nole regala al canadese la prima e unica palla break sul 4-3, che viene annullata con un gran servizio esterno utile a rispedire al mittente qualsiasi tentativo di rimonta.

Le (poche) emozioni finiscono qui, dato che Djokovic non è in vena di sconti e può sollevare le braccia al cielo in presenza di suo fratello Marko e del suo coach Goran Ivanisevic. Da domani tutta l'attenzione sarà rivolta alle Finals di Londra, in cui il belgradese dovrà raggiungere almeno l'ultimo atto per sperare di chiudere il 2019 da numero 1.