Masters 1000 Shanghai: Fognini e una motivazione chiamata ATP Finals


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Masters 1000 Shanghai: Fognini e una motivazione chiamata ATP Finals

In tanti anni di carriera, abbiamo imparato a conoscere Fabio Fognini. C'è una caratteristica che lo ha sempre contraddistinto: la necessità di forti stimoli. Non è un caso che abbia giocato alcune delle migliori partite proprio in Coppa Davis.

E crediamo che il finale di stagione possa essere scoppiettante perché gli ha regalato grandi motivazioni. Gli ultimi mesi del 2019 avrebbero potuto essere uno stanco trascinarsi verso l'anno nuovo e un delicato cambio di coach (è agli sgoccioli la partnership con Franco Davin).

Invece è arrivato Matteo Berrettini a insidiare la sua leadership nazionale, intascando un risultato (semifinale Slam) sempre sfuggito al “Fogna”. E adesso che Berrettini è in piena lizza per un posto alle ATP Finals, c'è da credere che Fognini abbia tutta l'intenzione di dire: “Ehi, ci sono anch'io!”.

Lo ha dimostrato la scorsa settimana a Pechino e sembra voler fare altrettanto al Masters 1000 di Shanghai, in cui è partito col piede giusto. Una partita perfetta, ordinata, contro un ottimo giocatore come Sam Querrey.

Un 6-4 6-2 che non ammette repliche. L'americano aveva vissuto un'ottima settimana a Pechino, forse era un po' stanco, ma col servizio può raccogliere tanti punti gratis. Invece Fabio lo ha tenuto a distanza e rilancia le sue ambizioni in una settimana che può dargli buone soddisfazioni.

Nel primo set bastava un break al quinto game, poi il secondo era una formalità. Davvero un buon Fognini, peraltro capace di ottenere buone percentuali al servizio (87% con la prima, 67% con la seconda): fondamentale, per lui.

Adesso è atteso da un match affascinante contro Andy Murray. La risalita dello scozzese è faticosa, ma piano piano sta ritrovando se stesso. In sessione serale, ha battuto in rimonta l'ostico Juan Ignacio Londero.

I precedenti dicono 4-3 per Murray, ma siamo 1-1 sul cemento all'aperto. Lasciano il tempo che trovano perché erano altri tempi, ma sarà un match tutto da gustare. Fognini (al pari di Berrettini) è in piena corsa per il Masters.

Attualmente è tredicesimo, ma dista appena 165 punti dall'ottava posizione di Alexander Zverev (mentre ne ha 95 di distacco da Berrettini). Con cinque posti già assegnati e il sesto ipotecato da Tsitsipas, ci sono almeno sei giocatori in lotta per gli ultimi due pass.

Ed è bello ed esaltante che ci siano due italiani in lotta, situazione inedita proprio nella settimana in cui festeggiamo la bellezza di otto top-100 ATP. Martedì sarà il giorno dell'esordio di Berrettini (impegnato contro Struff intorno alle 8.30 italiane), mentre Fognini tornerà in campo in chiusura di giornata.

Quello del ligure è stato l'unico successo azzurro nel lunedì dello Shanghai Rolex Masters. Sia Lorenzo Sonego che Marco Cecchinato partivano sfavoriti, ma entrambi lasciano con sensazioni positive: Sonego ha dato battaglia per oltre due ore e mezza contro Gael Monfils, pure lui in piena lotta per il Masters.

Il torinese si è arreso 7-5 6-7 6-3 e lascia con più di un rimpianto, perché ha giocato davvero un'ottima partita. E c'è rammarico per un paio di situazioni che gli sono sfuggite di mano, con il setpoint nel primo set (ma lì è stato bravo Monfils in difesa) e un dritto a campo aperto fuori di un niente sul 3-3 al terzo.

Peccato, perché ha giocato alla pari contro un top-player e avrebbe potuto vincere senza dare l'impressione di fare cose fenomenali. Il 2019 rimane una stagione eccezionale per Sonego, sempre più stabile nel tennis che conta.

La sensazione è che il 2020 potrebbe essere l'anno della svolta, di un ulteriore salto di qualità, ma la stagione non è ancora terminata. Chissà che non possa togliersi ancora qualche soddisfazione.

C'erano meno speranze per Marco Cecchinato, che comunque era stato bravo a superare le qualificazioni. In particolare, contro Dzumhur aveva lasciato buone sensazioni. Sul cemento, tuttavia, Benoit Paire è più forte di lui e si è imposto 6-2 7-5.

Il francese ha raccolto un parziale di cinque giochi di fila dal 2-2 nel primo, poi ha intascato il break decisivo sul 5-5 nel secondo, in un game in cui “Ceck” si era trovato 40-30 e poi di nuovo in vantaggio.

Lo scorso anno, il siciliano era giunto negli ottavi battendo Hyeon Chung: perderà qualche punto, ma il peggio sembra passato. Adesso potrà giocare a mente più o meno libera gli ultimi tornei dell'anno, in vista di un 2020 che potrebbe rappresentare il rilancio, almeno sulla terra battuta .

Si è giocato molto, lunedì: il risultato più interessante l'ha infilato Albert Ramos, capace di battere un Marin Cilic in caduta libera. Il croato rischia di chiudere una stagione senza titoli ATP per la prima volta dal 2007, ma bisogna dare i giusti meriti allo spagnolo, che sta vivendo una grande seconda parte dell'anno.

Da un paio di mesi, tra l'altro, è entrato nel suo team il valido coach italiano Gianluca Carbone. Va fuori anche Diego Schwartzman, eliminato da un Vasek Pospisil che finalmente sembra essersi concentrato sul tennis e non solo sulle questioni sindacali.

Tra i match più attesi c'era il baby-scontro tra Denis Shapovalov e Frances Tiafoe: l'ha spuntata il primo con un convincente 6-4 6-2 e si è assicurato la sfida a Novak Djokovic. Il canadese ha servito alla grande, raccogliendo 27 punti su 29 con la prima palla.

Quello di mercoledì sarà il terzo assalto a Djokovic dopo le sconfitte in Australia e a Roma. Di certo Nole non sarà in vena di sconti: per lui, Shanghai riveste una grande importanza in chiave classifica ATP.