Atp Cincinnati - Medvedev show, si arrende Djokovic. Finale con Goffin


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Atp Cincinnati - Medvedev show, si arrende Djokovic. Finale con Goffin

L’idea di affidare ai numeri il compito di sintetizzare Daniil Medvedev, emblema assoluto dell’efficacia applicata al tennis, potrebbe risultare dozzinale. Non ci sono solo le quarantatré vittorie in stagione, di cui trenta sul cemento e tredici solo nelle ultime quindici, a disegnare il quadro.

C’è molto di più. In un periodo di quasi imbattibilità Il talentino russo ritrova a Cincinnati Novak Djokovic – che aveva già forzato al quarto agli Australian Open e che aveva battuto a Monte-Carlo quest’anno – mantenendo peraltro inalterato l’epilogo rispetto all'ultima volta.

Il rimontone che traduce in un 3-6 6-3 6-3 vale una seconda finale 1000 dopo quella raggiunta a Montreal. La terza, complessivamente, se consideriamo anche quella raggiunta a Washington all'inizio dello swing nordamericano.

Da aggiungere che il titolo gli varrebbe la Top 5: cosa impensabile fino a 12 mesi. La premessa fondamentale però è un’altra: Djokovic gioca una partita decisamente buona. Il problema, se problema si può definire, è che nella seconda frazione non sfrutta una palla break (nel quinto gioco) e nemmeno un vantaggio di due quindici (nel settimo).

Medvedev – probabilmente condizionato anche da un piccolo fastidio al braccio destro – rientra prepotentemente in carreggiata con quattro servizi vincenti e sfrutta poi un goffo tentativo di palla corta dell’avversario sul 30-30, ottavo game.

Il russo entra con una chirurgica risposta di rovescio e alla prima opportunità utile mette la testa avanti: pareggiare i conti e prenotare il terzo è praticamente una formalità. Il capolavoro di Medvedev è però figlio di un vantaggio che costruisce in avvio e che addirittura consolida nel finale.

A fare la differenza non è solo il servizio, che varia in maniera perfetta e che usa senza discrezione nel tentativo di non dare punti di riferimento, ma la stratosferica percentuale di punti che vince da fondocampo.

Il numero uno di Russia resiste infatti al pressing, stuzzicando con costanza tutti gli angoli, non di disunisce quando sporca con due doppi falli l’ottavo game e avanti 5-3 spezza definitivamente gli equilibri. Djokovic, che chiamato a servire per rimanere nel match più che altro pensa a un modo per scappare immediatamente dal campo, non può fare a meno di applaudire l'ultimo passante dell'avversario che mette di fatto fine alla faccenda.

La notizia è che avremo quindi un nuovo campione 1000. Il terzo, dopo Fognini e Thiem, quest’anno. In una sfida decisamente vintage con Richard Gasquet – che a questo livello mancava dal 2013 – David Goffin domina nella prima frazione e recupera un break di ritardo nella seconda.

Il 6-3 6-4 che griffa dopo poco meno di 90 minuti di gioco è una conseguenza logica: per il belga si tratta naturalmente del miglior risultato in carriera. Il bilancio negli scontri diretti con Medvedev è perfettamente in parità.

Il russo ha vinto il primo agli Australian Open, mentre Goffin è riuscito a spuntarla al quinto a Wimbledon. Sempre quest’anno. Clicca qui per tutti i risultati di giornata Photo Credit: ATP Tour