Atp Cincinnati - Federer non c'è, vince Rublev. Bautista scavalca Fognini


by   |  LETTURE 8532
Atp Cincinnati - Federer non c'è, vince Rublev. Bautista scavalca Fognini

Scarico, falloso e soprattutto lento. Negli spostamenti e nelle scelte tattiche. Una giornata-no (a 38 anni) non può che essere fisiologica. Al rientro dalla finale di Wimbledon (ovviamente con pochissimo tennis nelle gambe) e dopo un buon successo all'esordio (con un giocatore povero di soluzioni) Roger Federer si ferma agli ottavi di finale nel Western&Southern Open.

Nella prima vera sfida nel torneo con Andrey Rublev presenzia senza troppa convinzione per 61 minuti. Il talentino russo, reduce dalle qualificazioni e da uno straordinario successo ai danni di Stan Wawrinka, fa di più.

Brilla nell'ennesima settimana tragicomica della Next Gen, archivia la pratica più dura in carriera con un secco 6-3 6-4 e raggiunge ai quarti di finale Daniil Medvedev. La partita di Rublev è comunque gigantesca.

Serve bene, stuzzica in maniera perfetta la diagonale sinistra, vince la stragrande maggioranza gli scambi prolungati. Nella partita-della-vita non risente in alcun modo del peso massimo che ha dall'altra parte della rete.

Anzi. Con due break consecutivi, intervallati da un piccolo passaggio a vuoto, contiene in maniera straordinaria l'unico timido tentativo di rientro dell'avversario e archivia il primo set con un rapido 6-3. Timido, comunque, il campionissimo elvetico lo è sempre.

In una giornata in cui non sembra funzionare nulla, che sporca con 19 errori non forzati, fa praticamente da spettatore non pagante in risposta. Con un set di vantaggio da custodire Rublev studia la situazione e nel settimo game assesta la spallata decisiva.

Un Federer spaesato, e senza un reale piano tattico, si lancia nei pressi della rete nel tentativo di cambiare qualcosa, ma non limita il numero degli errori non forzati e fa praticamente in tempo solo a rendere il passivo più accettabile.

Chiamato a servire per il match, Rublev non sbaglia e dopo la stretta di mano non trattiene le lacrime. Medvedev, finalista a Montreal, raggiunge invece quota 10 successi nella tournée nordamericana con un secco 6-2 6-1 che costruisce in appena 63 minuti di gioco nella sfida Jan Lennard Struff e centra l'obiettivo quarti di finale in un "1000" per la terza volta in carriera.

Il miglior candidato per un posto in finale nella parte bassa del tabellone, Roberto Bautista Agut, strapazza con un netto 6-1 6-2 il qualificato Miomir Kecmanovic (giustiziere di Alexander Zverev) e scalza Fabio Fognini dalla decima posizione.

Lo spagnolo ritocca così il best ranking e raggiunge quanto meno ai quarti Richard Gasquet. Nell'ultimo spicchio di tabellone, il più povero, David Goffin gestisce bene l'impegno con Adrian Mannarino. Il belga entra in rotta di collisione con Yoshito Nishioka (reduce dal successo ai danni di Kei Nishikori e praticamente perfetto anche contro Alex de Minaur) ovviamente al primo quarto in un 1000.

Clicca qui per tutti i risultati di giornata Photo Credit: Getty Images