Atp Washington - Spettacolo Kyrgios, Tsitsipas ko! Finale con Medvedev


by   |  LETTURE 6484
Atp Washington - Spettacolo Kyrgios, Tsitsipas ko! Finale con Medvedev

Ci si aspettava spettacolo, e spettacolo è stato. Il primo scontro diretto tra Nick Kyrgios e Stefanos Tsitsipas, andato in scena in occasione della semifinale dell’ATP 500 di Washington, è uno show di due ore e un quarto, che si conclude con il successo dell’australiano al tie-break decisivo, dove Kyrgios ha dovuto salvare anche un match point.

6-4 3-6 7-6(7) il punteggio finale in favore del classe ’95, che si garantisce così l’approdo alla nona finale in carriera nel circuito maggiore, la quarta a livello 500 e la seconda quest’anno, dopo quella vinta a marzo ad Acapulco contro Sascha Zverev.

Lo straordinario exploit di questa settimana consente inoltre all’australiano di rientrare in top 40: a prescindere da come andrà la finale, infatti, Kyrgios è già certo di tornare da lunedì numero 34 del mondo (+18 dall’inizio del torneo), e in caso di trionfo volerebbe dritto in 27ma posizione.

Per Tsitsipas si tratta invece della seconda sconfitta di fila in semifinale a Washington, dopo quella subita dodici mesi fa per mano di Alexander Zverev. Il match, come detto, è un vero spettacolo: sia sul piano tecnico e del livello di gioco, e qui il merito è di entrambi, sia sul piano del mero intrattenimento, e qui ovviamente a farla da padrone assoluto è Kyrgios.

L’australiano gioca un primo set praticamente perfetto, in cui sciorina tutto il suo repertorio: tra ace a velocità supersoniche, dritti in salto, battute dal basso, no-look e risposte devastanti, Nick manda in visibilio il pubblico e eclissa per tre quarti d’ora il povero Tsitsipas, costretto a recitare il ruolo della comparsa.

A fare la differenza è il break che Kyrgios strappa nel terzo game, grazie ad un turno di ribattuta da marziano: smorzata fintata in salto, fulminea risposta di dritto lungolinea, meraviglioso passante incrociato e spaventoso dritto in salto sulla riga, sono queste le quattro magie con cui il classe ’95 confeziona il break decisivo.

Dopo aver archiviato il primo parziale sul 6-4, Kyrgios strappa subito il servizio ad uno spento Tsitsipas in apertura di secondo set e sembra mettere in cassaforte il match. Come spesso gli capita, tuttavia, dopo quasi un’ora di genio entra in campo il Kyrgios sregolatezza, che inizia a litigare con pubblico e giudice di sedia e inevitabilmente anche a sbagliare.

Tsitsipas, dalla sua, è bravo ad approfittarne immediatamente, riprendendo subito il break di svantaggio e poi strappando nuovamente il servizio all’avversario nel sesto game. Adesso finalmente c’è partita: il greco tira fuori il carattere, rubando in un paio di circostanze il palcoscenico all’australiano, e soprattutto il suo miglior tennis, e con un poderoso allungo di cinque game consecutivi ribalta le sorti del parziale e rimanda il discorso al terzo e decisivo set.

Qui il livello di gioco è altissimo da ambo le parti: entrambi tengono con relativo agio i propri turni di servizio, con l’eccezione di Kyrgios, che nel quinto game è costretto a fronteggiare due fondamentali palle break ma riesce a salvarsi alla grande (specialmente sulla seconda, sventata con una splendida smorzata di dritto).

A decidere, come giusto che sia, è il tie-break, e anche qui l’andamento è tutt’altro che lineare: una splendida risposta di rovescio e l’ennesimo fulmineo dritto a sventaglio consegnano infatti due mini-break di vantaggio a Kyrgios, che sul 5-2 ha a disposizione due servizi per chiudere i conti.

In un attimo però l’australiano restituisce tutto il prezioso vantaggio, sia per meriti del greco, che risale 3-5 con un gran passante di dritto, sia per qualche concessione di troppo alla sua consueta follia: vedasi lo sciagurato doppio fallo con cui Nick consegna anche il secondo mini-break.

Tsitsipas non è invece in vena di regali, e con due prime vincenti approda a match point. Nel momento del bisogno, anche Kyrgios ritrova il conforto del servizio, e con una prima vincente e un ace è lui a salire a match point.

Qui l’australiano è ancora lezioso, e pur avendo il campo aperto opta per una smorzata che si spegne sul nastro; poco male, perchè un ottimo passante di rovescio gli procura un secondo match point, che però stavolta può giocare con il servizio a disposizione.

Come già accaduto nel match contro Gombos, prima di servire sul match point Kyrgios si consulta con uno spettatore, chiedendogli dove indirizzare la prima. Schema che si conferma vincente: prima al centro e dritto imprendibile consegnano infatti la vittoria a Kyrgios, che dopo il match point tributa il doveroso omaggio al prezioso consigliere andando a stringere la sua mano prima di quella di Tsitsipas.

Tra Nick e il titolo c'è ora solo Daniil Medvedev, che nella seconda semifinale non ha tradito i pronostici e ha rifilato un comodo 6-2 6-2 a Peter Gojowczkyk. L'unico precedente con Kyrgios, peraltro disputato quest'anno sulla terra di Roma, è stato incassato a sorpresa dall'australiano.

A Los Cabos, intanto, trionfa Diego Schwartzman. Il sudamericano batte in finale per 7-6(6) 6-3 Taylor Fritz e diventa così il primo tennista argentino a trionfare sul cemento messicano: per lui si tratta inoltre del terzo titolo ATP in carriera, il primo da Rio 2018.

Seconda finale persa in due settimane invece per l'americano, che sette giorni fa si arrendeva a De Minaur all'ultimo atto di Atlanta, peraltro con il simmetrico punteggio di 6-3 7-6. Resta dunque Eastbourne, per il momento, l'unico trofeo nella bacheca del classe '97, che però avrà senz'altro tempo per rifarsi.

Clicca qui per tutti i risultati di giornata