ATP Gstaad: Fabbiano vince il derby con Sonego, va fuori Travaglia



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ATP Gstaad: Fabbiano vince il derby con Sonego, va fuori Travaglia

Un po' a sorpresa, l'azzurro a centrare i quarti al torneo ATP di Gstaad è Thomas Fabbiano. Il pugliese è uscito alla distanza dal derby contro Lorenzo Sonego. “A sorpresa” perché la classifica – in questo momento – sorride a Sonego e perché le condizioni di gioco sembravano particolarmente adatte al torinese, il cui servizio è davvero un'arma in più.

Dall'alto della sua intelligenza tennistica, Fabbiano (n.90 ATP) ha ribaltato la vicenda e ha raccolto il terzo successo in tre partite contro Sonego (anche se i due precedenti erano arrivati prima dei recenti progressi di “Sonny”).

Fabbiano si è imposto 7-6 3-6 6-1 e ha costruito buona parte del successo nel primo set, in cui Sonego ha avuto più chance di lui. Intanto ha recuperato da 0-40 nel primo game, poi è stato bravissimo a ricucire subito lo svantaggio dopo che Sonego lo aveva brekkato sul 3-3.

Nel tie-break, giocando con grande ordine tattico, Tommy ha non ha avuto grossi problemi. Anche lui ama le superfici veloci, dunque si è adattato bene all'altura di Gstaad, inoltre era rodato dal primo turno (mentre Sonego aveva avuto un “bye”, dunque era all'esordio).

Fabbiano ha spinto con intelligenza sul rovescio dell'avversario, il colpo meno incisivo, e sull'ordine tattico ha gettato le basi di una vittoria che regala punti importanti e gli propone un quarto tutt'altro che impossibile contro il redivivo Cedrik Marcel Stebe, che sta provando a rientrare dopo un lunghissimo stop per infortunio.

Autore di un 2019 eccezionale, in cui ha intascato il suo primo titolo ATP ed è entrato tra i top-50, Sonego ha ancora qualche lacuna nel suo gioco. In questi “buchi” si è infilato Fabbiano, il cui tennis è molto lineare: magari non avrà picchi esaltanti, ma non possiede neanche punti deboli.

Sonego si è rifugiato nel servizio e in qualche palla corta, ma non ha mai trovato un piano tattico davvero efficace. Ottime percentuali gli hanno permesso di intascare il secondo set, ma nel terzo non c'è stata partita: Fabbiano (accompagnato a Gstaad dal fratello Roberto) gli è scappato via in avvio e non si è più voltato.

Un successo meritato, che dà solidità a una stagione che sembra essere svoltata qualche settimana fa, con la bella semifinale a Eastbourne e l'ottimo terzo turno a Wimbledon. Fabbiano sogna un piazzamento tra i top-50 e può farcela, se non altro perché può raccogliere punti su tutte le superfici.

Ci vorrebbe un exploit, e chissà che non arrivi in un torneo laddove lo scorso anno è arrivato il primo titolo di Matteo Berrettini. In precedenza, nel match giocato all'ora di pranzo, era terminata l'avventura di Stefano Travaglia.

Reduce dal miglior risultato in stagione (i quarti a Umago), foriero del best ranking, l'ascolano non è mai stato davvero in partita contro Roberto Carballes Baena, arrendendosi col punteggio di 6-2 6-4. Qualche anno fa si pensava che lo spagnolo avesse più ambizioni, invece si è attestato in posizioni di classifica di rincalzo ai migliori.

C'è un po' di delusione per la prestazione di “Steto”, che è molto forte nel circuito Challenger ma deve ancora compiere un salto di qualità nel circuito ATP. Il suo tennis ha ancora qualche lacuna: a parte le violente accelerazioni di dritto, non riesce ad essere altrettanto incisivo con il rovescio, inoltre potrebbe cercare con più decisione la via della rete.

Contro un avversario regolare, ma senza acuti, qualche variazione in più sarebbe servita. Va detto che l'azzurro (n.98 ATP) ha speso parecchie energie per entrare tra i top-100 ATP e si sta affacciando a un livello che ancora non conosce.

Il suo tennis gli consente di raccogliere punti anche lontano dalla terra battuta, quindi c'è la ragionevole speranza che possa stabilizzarsi nella dimensione faticosamente raggiunta dopo una carriera molto sfortunata, segnata da due gravi infortuni.

La partita avrebbe potuto prendere una direzione diversa se Travaglia avesse sfruttato le tre palle break avute nel secondo game: svanita l'occasione, ha perso il servizio nel quinto e nel settimo gioco. Nel secondo, è bastato un break al quinto game per consegnare il match a Carballes Baena.

L'ultimo vagone è passato sul 5-4, quando Travaglia si è trovato sullo 0-30, ma qualche errore di troppo (soprattutto con il rovescio) lo ha condannato alla sconfitta. Per lui resta un ottimo momento, il migliore in carriera.

Giovedì ci sarà ancora Italia, con l'impegno di Gian Marco Moroni. Il romano affronterà il match più importante in carriera, contro un giocatore forte ed esperto come Joao Sousa. La vittoria contro Robredo ha dato grande fiducia, il test contro Sousa servirà per valutare l'attuale livello di “Jimbo”.

A proposito di Sousa, il portoghese fa coppia con Simone Bolelli (ormai dedito esclusivamente al doppio) e i due hanno passato il primo turno.