John Isner: un profeta in patria


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John Isner: un profeta in patria

Il giocatore a stelle e strisce John Isner era stato costretto a prendersi momentaneamente una pausa dal tennis dopo la finale persa a Miami contro Roger Federer, che lo aveva facilmente superato in due set. Motivo del provvisorio allontanamento dai campi un fastidioso infortunio ad un piede, che aveva reso necessario un po’ di riposo.

In questo periodo, però, le gioie per il gigante statunitense non sono certo mancate, specie quando ha scoperto di essere diventato padre per la seconda volta, dopo il primo figlio avuto nel 2018. E, forse perché animato anche dal nuovo arrivo in famiglia, ha deciso di tornare e provare ad essere competitivo come prima.

Così, si è presentato a Wimbledon, dove è stato fermato già al secondo turno da Mikhail Kukushkin, evidenziando una grande mancanza di ritmo. Eppure, sono bastati solo pochi giorni per tornare al successo: Isner ha infatti vinto il suo quarto titolo sull’erba di Newport, il quindicesimo della carriera.

“Non avrei mai pensato di vincere questo torneo quattro volte”, ha detto, dopo aver sconfitto in finale Alexander Bublik. Dei quindici titoli conquistati, ben tredici sono arrivati negli Stati Uniti, mentre i rimanenti due ad Auckland.

Indubbiamente un dato molto curioso. Ma c’è di più: il 58% dei punti ATP conquistati da Isner nell’arco della propria carriera provengono proprio dagli Stati Uniti. Se vi si aggiungono anche quelli acquisiti in terra anglosassone, allora, si arriva addirittura al 74%.

Il giocatore americano dimostra quindi una grande fiducia e confidenza nel giocare di fronte al pubblico di casa. E ora, le Us Open Series: anche qui, Isner vi ha fatto sempre molto bene, basti pensare alle cinque vittorie ad Atlanta.

Poi, lo aspetta la difesa dei quarti di finale a New York. Insomma, si prospetta un estate decisamente calda ed interessante per il gigante di Greensboro.