Il misterioso incidente è alle spalle: Jack Sock torna all'ATP di Atlanta


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Il misterioso incidente è alle spalle: Jack Sock torna all'ATP di Atlanta

Si dice che ognuno di noi meriti un quarto d'ora di gloria: Jack Sock si è preso addirittura un paio di settimane. Ricordate gli ultimi tornei del 2017? Senza particolari avvisaglie, vinse il Masters 1000 di Parigi Bercy e acciuffò in extremis un posto alle ATP Finals.

Già che c'era, arrivò in semifinale. Visto che si giocarono il titolo Dimitrov e Goffin, avrebbe anche potuto vincere... A 25 anni, sembrava che il ragazzo del Nebraska fosse entrato in una nuova dimensione.

Al contrario, ha vissuto un 2018 terribile. Vincendo soltanto nove partite, è franato fuori dai top-100 ATP per la prima volta dal 2013. Insomma, il tipico caso del giocatore che non riesce a gestire l'improvvisa popolarità.

Oppure, semplicemente, non era il suo livello. Curiosamente, ha giocato una splendida stagione in doppio. Giocando soprattutto con Mike Bryan (orfano del gemello Bob, che si procurò un grave infortunio all'anca) ha vinto Indian Wells (con Isner), poi Wimbledon, Us Open e ATP Finals.

Senza più la zavorra dei punti da difendere, ha approcciato il 2019 con ottimismo e ambizioni. Gli organizzatori dell'Australian Open lo hanno premiato con una wild card, ma si è arreso al primo turno contro Alex Bolt.

Rimane quella, almeno fino a oggi, la sua ultima partita. Motivo? Si è procurato un fastidioso infortunio, fratturandosi il legamento dell'indice destro. Ancora oggi, le dinamiche dell'infortunio non sono chiare.

Inizialmente si parlò (fu il cronista del NY Times Ben Rothenberg a diffondere la voce) di un incidente mentre praticava snowboard. Tale notizia fu smentita dal fratello Eric, il quale parlò di un semplice infortunio durante un allenamento a Melbourne.

L'informazione arrivò via Twitter e fu cancellata: ergo, non è dato sapere come siano andate per davvero le cose. Nemmeno il diretto interessato aiuta: non utilizza il suo account Twitter dallo scorso ottobre, mentre su Instagram non ha dato dettagli sull'infortunio.

Consultando il suo profilo, si scopre che a marzo è venuta a mancare la sua amata nonna, e – tra una foto e l'altra con la splendida fidanzata – c'è un filmato di marzo in cui lo si vede palleggiare con la mano sinistra quando iniziava il recupero.

Di certo si è sottoposto a un'operazione e i tempi di recupero si sono allungati: inizialmente si parlava di un paio di mesi, poi si era iscritto ad alcuni tornei Challenger: Little Rock (in programma nella seconda settimana del Roland Garros), poi Columbus e Winnetka.

Niente da fare: ha avuto bisogno di quasi due mesi in più, ma il momento sembra finalmente arrivato: Sock giocherà il torneo ATP di Atlanta, in programma la prossima settimana presso una rinnovata Atlantic Station.

Lui non vede l'ora, al punto da pubblicare una sorta di conto alla rovescia sul suo profilo Instagram. Sarà una buona edizione del torneo inaugurale della Us Open Series, prima tappa di avvicinamento allo Us Open.

Mentre John Isner andrà a caccia del sesto titolo, ci saranno un paio di esibizioni niente male: lunedì 22 luglio si sfideranno Andy Roddick e Robby Ginepri in una sfida tra vecchie glorie a stelle e strisce, ma non finisce qui: il giorno prima giocheranno un'esibizione al femminile Venus Williams e Madison Keys.

Non mancheranno i migliori giovani americani (Tiafoe, Opelka e Fritz), senza dimenticare un'iniziativa che piacerà molto al pubblico: alcuni posti a sedere del campo centrale avranno a disposizione l'aria condizionata, ottima per resistere al clima torrido dell'estate americana.

Ciliegina sulla torta: in extremis, è stata assegnata una wild card a Grigor Dimitrov (colui che battè Sock nella semifinale del Masters). L'ex n.3 ATP ha scelto di partire prima per gli Stati Uniti e cercherà di preparare al meglio lo Us Open dopo aver dato qualche timido segnale di ripresa, specie da quando lavora con Radek Stepanek.

La curiosità principale, tuttavia, riguarda Jack Sock: a 26 anni e mezzo, cosa gli riserverà il futuro? Può ancora fare buone cose in singolare, oppure è destinato a una carriera da doppista? Attualmente è numero 173 ATP, sua peggior classifica dal 2012, ma la scelta di tornare ad Atlanta potrebbe anche essere strategica: con sei mesi di inattività, infatti, potrà utilizzare il ranking protetto. Basterà?