Atp Queen's - È un giorno storico per Andy Murray e Feliciano Lopez


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Atp Queen's - È un giorno storico per Andy Murray e Feliciano Lopez

A gennaio ha sconvolto il mondo del tennis, annunciando in Australia che questo sarebbe stato il suo ultimo anno e che il ritiro sarebbe avvenuto dopo Wimbledon. Oggi, dopo appena cinque mesi e un’operazione all’anca che avrebbe potuto precludergli per sempre il ritorno al tennis giocato, Andy Murray vince il torneo di doppio al Queen’s, battendo per 7-6(6) 5-7 10-5 il duo Rajeev Ram / Joe Salisbury al fianco dell’amico Feliciano Lopez.

Basterebbe questo per regalare titoli e copertine di oggi al campione britannico, se non fosse che, nello stesso giorno, nello stesso torneo e nella stessa parte di campo, un altro grande tennista abbia compiuto un’impresa pazzesca, si potrebbe dire miracolosa.

Questo campione, che risponde al nome di Feliciano Lopez, è riuscito a vincere nel giro di poche ore torneo di singolare e torneo di doppio, il tutto a 37 anni e 9 mesi e dopo aver annunciato, lui però per motivi di età, che la sua carriera di giocatore sarebbe finita quest’anno.

Le imprese di Andy Murray, tornato in campo da vincitore quale è sempre stato, e di Feliciano Lopez, protagonista di una settimana monstre tra capolavori in singolare e in doppio, non possono che essere celebrate insieme.

E non è un caso che si siano realizzate nello stesso istante, quando una risposta di Ram si è depositata in corridoio, regalando il trionfo al tandem “di casa” (per quanto Lopez sia spagnolo, a giudicare dal comportamento del pubblico si sarebbe detto più londinese lui dello stesso Salisbury, che a Londra ci è nato nel 1992).

In qualsiasi altro momento, oggi sarebbe stato il giorno di Andy Murray. E in qualsiasi altro momento, oggi sarebbe stato il giorno di Feliciano Lopez. E invece questo 23 giugno diventa il giorno di entrambi, di questa coppia straordinaria che è nata quasi per caso (i due non avevano mai giocato in doppio insieme) e che si è poi rivelata un mix invincibile di talento, esperienza e carisma.

L’esperimento non poteva riuscire meglio e ci ha deliziato in questa settimana londinese; ma purtroppo non sarà replicato a Wimbledon, visto che lo scozzese ha annunciato che farà coppia con Herbert. Gli dei del tennis sono schierati dalla parte della coppia favorita, e lo si capisce sin dal primo set.

Murray e Lopez perdono infatti il servizio nel settimo gioco, ma nel decimo riescono in extremis a piazzare l’insperato contro-break, realizzando il deciding point che coincideva con un set point per gli avversari. Ancora più incredibile quello che accade al tie-break: dopo uno scambio iniziale di mini-break, infatti, Salibury e Ram infilano un poderoso allungo di quattro punti consecutivi e volano sul 5-1 e servizio.

Con una reazione da campioni, Andy e Feliciano agguantano la parità sul 5-5, annullano col servizio un secondo set point e poi chiudono sull’8-6 un set al cardiopalma. Nel secondo set l'inerzia della gara sembra girare: lo scozzese e lo spagnolo sprecano infatti ben quattro palle break, di cui tre consecutive nel settimo gioco, quindi capitolano nel 12mo, quando servono per allungare il parziale al tie-break ma concedono a 30 il break che consegna al tandem Ram/Salisbury il 7-5 e la possibilità di giocarsi il titolo al super-tiebreak.

Qui i servizi la fanno da padroni fino al 4-4, quando Murray e Lopez graffiano il mini-break che consente loro di scappare avanti sul 7-4. Altri due mini-break spianano definitivamente la strada alla coppia favorita, che completa l'impresa con un meritatissimo 10-5 dopo quasi due ore di battaglia.

Per Feliciano si tratta del quinto titolo in doppio, lui che è stato campione del Roland Garros nel 2016 al fianco di Marc Lopez; per Andy del terzo, dopo i due vinti in coppia con il fratello Jamie (Valencia 2010 e Tokyo 2011).

Un paio di ore prima, lo spagnolo chiudeva in quasi tre ore una battaglia memorabile contro Gilles Simon, regalandosi con un emozionante 6-2 6-7(4) 7-6(2) il settimo titolo in carriera, il secondo al Queen’s dopo quello conseguito nel 2017 e il quarto sull’erba, decisamente la sua superficie preferita.

Come già accaduto nelle due precedenti finali giocate dallo spagnolo qui a Londra, quella persa con Dimitrov nel 2014 e quella vinta appunto con Cilic tre anni dopo, a decidere le sorti di Feliciano è stato il tie-break del terzo set.

Con Dimitrov lo perse per 8 punti a 6, con Cilic lo vinse per 10 punti a 8: stavolta invece il finale è stato decisamente più a senso unico, visto che dopo il 2-1 in favore di Simon il mancino di Toledo ha infilato una serie di 6 punti consecutivi, che gli ha regalato il terzo trionfo in carriera a livello 500.

Il Queen’s diventa così il secondo torneo in cui Lopez è riuscito a vincere in due diverse occasioni: impresa che gli era riuscita solo a Eastbourne, evento non a caso giocato anch’esso su erba. Da applausi, comunque, la prestazione di Simon, uscito a testa più che altissima da una settimana che l’ha visto giocare in tutto 15 set, essendo sempre stato costretto al terzo, e che l’ha tenuto impegnato per 11 ore sul campo negli ultimi tre giorni, complice anche la maratona con Mahut ai quarti (tre ore e 24 minuti, il match più lungo della storia del Queen’s dal 1991).

Simon, che vantava un bilancio decisamente positivo agli ultimi atti ATP (14 vittorie e 7 sconfitte), manca dunque l’appuntamento con quello che sarebbe stato il suo primo titolo su erba: ci aveva già provato una volta a vincere su questa superficie, nel 2013 a Eastbourne, e a fermarlo era stato, guarda caso, proprio Feliciano Lopez.

Il Queen’s resta dunque un vero e proprio tabù per i tennisti francesi, che non sono mai riusciti ad inserire il proprio nome nell’albo d’oro del torneo, venendo sconfitti cinque volte su cinque in finale.

Feliciano si conferma inoltre bestia nera di Simon, battuto 6 volte su 8 in carriera e 5 su 5 sull’erba. È il trionfo, anche, della old generation: prima di oggi, un tennista di almeno 37 anni e 9 mesi non vinceva un titolo ATP dal 1977, quando a riuscirci fu l’allora 43enne Ken Rosewall; ebbene, oggi ci sono riusciti addirittura in due (Federer a Halle, Lopez al Queen’s).

E pensare che questo, secondo quanto dichiarato dallo stesso Feliciano a inizio stagione, dovrebbe essere il suo ultimo anno nel circuito: ma dopo un trionfo del genere, ottenuto contro ogni pronostico e con appena tre match vinti all’attivo quest’anno prima di lunedì, la speranza è che Feli possa rivedere la propria decisione.

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