Atp Roma: con il cuore e con la gente, Federer vince ancora


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Atp Roma: con il cuore e con la gente, Federer vince ancora

Il sogno degli organizzatori si è realizzato a metà. Se Fabio Fognini superasse Stefanos Tsitsipas, il Foro Italico vivrebbe un venerdì sera da sogno, per non dire da brividi: Roger Federer contro il numero 1 azzurro.

Lo svizzero si presenterà all'appuntamento dopo aver rischiato grosso, scavallando un giovedì molto pericoloso, in cui ha messo piede al Foro Italico di prima mattina, salvo terminare a ora di cena. Ma se il match contro Joao Sousa era routine pura, contro Borna Coric ha avuto bisogno di tutta la sua classe.

Arrivare o meno nei quarti a Roma non avrebbe cambiato di una virgola la sua fantastica carriera: ma lui gioca soprattutto per il pubblico, ancor prima che per il suo divertimento. Perché c'era poco da divertirsi, nel tardo pomeriggio di giovedì, sul Campo Grandstand.

Lo avranno pure sistemato rispetto agli anni passati, ma non è un campo degno di Roger Federer, sia come struttura che come qualità del terreno. Federer non ci aveva mai giocato, ma c'è una prima volta per tutto.

In un match iniziato con il sole e terminato con le luci, ha cancellato due matchpoint e si è salvato per un soffio contro il croato, prendendosi una bella rivincita dopo la sconfitta dello scorso, quando Coric ha commesso “l'impertinenza” di batterlo ad Halle. Il tabellone dice 2-6 6-4 7-6 e tanto basta per rendere l'idea delle enormi difficoltà di Federer.

D'altra parte sfidava un giocatore molto forte, solido, dalle grandi ambizioni. Tuttavia, ben noto al suo coach Ivan Ljubicic, che per una vita si è fatto allenare da Riccardo Piatti (attuale tecnico di Coric). Nel primo set, irretito da condizioni di gioco a cui non è abituato (sublimate da un gioco di luce-ombra che rendeva pessima la visibilità), Federer ci ha capito poco.

Ha perso per due volte il servizio, lasciando strada a un avversario poco spettacolare ma solido. Trascinato dal pubblico, scatenato, Federer ha deciso di giocarsi fino in fondo la partita, quasi come se fosse una finale Slam.

Il linguaggio del corpo non lasciava spazio a dubbi, così come l'atteggiamento tattico: pensava al punteggio, ancor prima che allo spettacolo. Il break arrivava sul 3-2 nel secondo, ma Coric non ne voleva sapere di alzare bandiera bianca: si portava 0-40 nel game successivo, poi trovava il controbreak nel nono gioco.

Al momento di servire per il 5-5, tuttavia, commetteva qualche errore di troppo. Il Grandstand romano diventava una bolgia, forse troppo: fuori dall'impianto i Vigili del Fuoco monitoravano l'attenzione perché troppa gente voleva entrare per abbeverarsi alla fonte della grazia tennistica svizzera.

Il terzo set era una battaglia, poiché entrambi desideravano ardentemente il successo, sia pure per ragioni diverse. Nel tie-break, il primo ad arrivare a matchpoint era il croato. Ne aveva due di fila, sul 6-4. Sul primo metteva in rete un approccio di dritto, mentre Federer si toglieva dai guai col servizio sul secondo.

Un altro errore di Coric, stavolta con la volèe di rovescio, spediva Federer nei quarti. “Il primo set è stato molto difficile, almeno per me – ha detto Federer – faticavo a vedere la palla. C'erano molte ombre sul campo.

Però lui ha fatto molto bene. Non vedevo bene le linee, quindi non potevo tirare tanti vincenti, ma ho provato a trovare un modo per non perdere. Mi sono dato una chance per vincere, e lui alla fine non ce l'ha fatta”.

Federer ha ammesso di avere un pizzico di fortuna, come gli era accaduto a Madrid contro Monfils. “È stato bello, perché nel corso degli anni ho perso diverse partite al cardiopalmo ed è bello vincerne qualcuna, a maggior ragione con questa atmosfera.

La gente era esaltata. C'era esattamente l'ambiente che desidero”. E la gente di Roma, entusiasta, avrà l'opportunità di vederlo ancora una volta.