Atp Roma: resiste solo Fognini. Ko Cecchinato e Berrettini


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Atp Roma: resiste solo Fognini. Ko Cecchinato e Berrettini

Ci si capisce poco, in una giornata dalla folle programmazione. Secondi turni, terzi turni, partite di doppio, lamentele del pubblico, calca esagerata... Con 55 partite in programma diventa difficile relazionare nel modo giusto.

Ma i numeri non tradiscono e, ancora una volta, emerge che Fabo Fognini è l'unico azzurro ad avere continuità a certi livelli. C'erano grandi aspettative per i giocatori italiani al Foro Italico, è finita che in questo folle giovedì (per fortuna baciato dal sole), soltanto il ligure ha dato una gioia al pubblico romano.

Sul suo amato Campo Pietrangeli (che preferisce al Centrale) ha superato un avversario ostico come Radu Albot. È finita 7-6 6-3 per il ligure, che al calar delle tenebre tornerà nuovamente in campo contro Stefanos Tsitsipas, in un match in cui non partirà favorito.

Ma Fabio, si sa, sa essere imprevedibile. Il match contro il moldavo non era semplice, al di là della classifica. Albot è un ottimo tennista, ha grinta e coraggio da vendere. E non c'è da stupirsi che nel secondo set si sia arrabbiato con il pubblico, “reo” di fare un tifo troppo acceso per Fognini.

Evidentemente non conosceva le dinamiche del Foro Italico, acuite da una giornata in cui la voglia di tennis era ancora maggiore. Fognini ha giocato partite migliori, ma ciò che conta è il risultato. Adesso dovrà essere bravo a riprendersi in fretta, perché Tsitsipas – oltre a essere molto pericoloso – è più giovane di 11 anni.

E il processo di recupero è ben diverso tra chi ha 21 anni e chi ne ha 32. “Fogna” potrà compensare con la voglia di vincere e la spinta del pubblico del Foro Italico, che a tratti sembra tornato essere quello dei ruggenti anni 70, ai limiti dell'antisportività.

In questi curiosi ottavi di finale, compressi in poche ore (e su ben cinque campi), Fognini sarà l'unico italiano in gara. Dopo il disastro nel tabellone femminile, non è andata bene come si sperava nemmeno tra i maschietti.

Marco Cecchinato ha patito la lunga attesa per il match contro Philipp Kohlschreiber. Il tedesco esprime un ottimo tennis, ma il siciliano ha pagato la pressione di un'eterna attesa. Il match era inizialmente programmato martedì sera, poi era stato spostato a mercoledì ed era stato scelto agli organizzatori come “pasto” per il pubblico che aveva il biglietto per la sessione diurna di mercoledì, in modo da evitare l'obbligo dei rimborsi.

La pioggia non ha aiutato Cecchinato, per la prima volta così atteso al Foro. E probabilmente non è stato aiutato da uno scenario difficile come quello del Campo 2. Per Kohlschreiber era una situazione come un'altra, mentre per “Ceck” è stata una notevole fatica mentale passare dal Centrale (martedì), al Pietrangeli (ieri) a un campo secondario (oggi).

Giostrando bene lo scambio con il rovescio, il tedesco non ha avuto particolari problemi nella gestione della partita. È finita 6-3 6-3 e bye bye Cecchinato. Non ci sarà, dunque, la rivincita del match di quasi un anno fa al Roland Garros contro Novak Djokovic.

C'è un pizzico di delusione per la sconfitta di Matteo Berrettini. Il successo su Zverev aveva illuso, fatto pensare che avrebbe potuto fare molta strada. Invece è incappato nelle gambe-dinamite di Diego Schwartman, ottimo giocatore che per poco non azzannava un posto tra i top-10.

Berrettini, 23 anni, si è fatto travolgere dalla pressione. Non era lui, ha giocato la peggior partita degli ultimi due mesi, quasi irriconoscibile dopo l'impresa su Zverev. È finita 6-3 6-4 per il “Peque”, che non ha nemmeno giocato la sua miglior partita.

Troppo falloso, un po' in difficoltà negli spostamenti, Berrettini ha meritato di perdere. Era una bella chance per acciuffare i quarti di finale, peraltro con il privilegio di poter giocare “solo” un match al giorno.

Una serie di situazioni potenzialmente favorevoli che hanno finito col travolgerlo. Avrà tempo per abituarsi a certe situazioni e certe aspettative. Per adesso, l'Italia del Foro Italico si aggrappa, ancora una volta, al suo miglior giocatore.

E sarebbe tanto bello quanto suggestivo che Fabio Fognini riuscisse a entrare tra i top-10 proprio nella settimana di Roma, torneo che fino a qualche anno fa faticava a domare.