Atp Budapest: la grande occasione di Jannik Sinner. Va fuori Fabbiano


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Atp Budapest: la grande occasione di Jannik Sinner. Va fuori Fabbiano

Martedì 23 aprile 2019 poteva essere un giorno storico per Jannik Sinner: stava per giocare il suo primo match nel tabellone principale di un torneo ATP, ma la pioggia che ha colpito Budapest gli darà qualche ora in più prima dell'esordio all'Hungarian Open, in cui aveva perso al turno decisivo delle qualificazioni.

Nella tarda mattinata di martedì è arrivato il (prevedibile) forfait di Dusan Lajovic, esausto dopo le fatiche di Monte Carlo. Per Sinner, dunque, è arrivato un posto come lucky loser. Avrebbe dovuto giocare alle 16.30, ma la pioggia ha allungato il programma e il clima di Budapest impedisce di giocare in sessione serale.

Per questo, il match contro Mate Valkusz (n.323 ATP) è stato rimandato a mercoledì. Insomma, per un Cecchinato che rinuncia, c'è un Sinner che entra e va a fare compagnia a Berrettini, Seppi e Fabbiano.

Gli ultimi due sono già fuori, mentre il romano tornerà in campo giovedì contro Aljaz Bedene. E allora, nel mezzogiorno di mercoledì, gli occhi saranno tutti su Sinner: sfiderà un giocatore che ha tre anni più di lui e che ha già superato in classifica, poiché Jannik è attualmente n.314.

Valkusz è (era?) una grande promessa del tennis ungherese, se non altro perché qualche anno fa è stato addirittura numero 1 ITF nella classifica junior. In realtà non è mai andato oltre i quarti negli Slam (Wimbledon 2016, quando perse contro Shapovalov), mentre ha raccolto tanti punti in tornei meno importanti.

Rimane un elemento di spicco, possibile erede di Marton Fucsovics, mentre è più difficile che possa imitare i risultati di Balazs Taroczy, miglior tennista ungherese di tutti i tempi. Per Sinner è un'occasione straordinaria, non tanto per i 20 punti in palio, ma per la possibilità d fare esperienza e fronteggiare avversari sempre più forti.

In caso di successo, infatti, troverà un giocatore molto forte: Laslo Djere, che nell'ultimo match di giornata ha superato Ernests Gulbis sotto la luce dei riflettori, 7-6 al terzo. Sarebbe davvero una splendida occasione.

Si è fermata al primo turno l'avventura di Thomas Fabbiano. Si sapeva che contro Robin Haase sarebbe stata dura, ma il primo set (sempre condotto, poi vinto al tie-break) aveva acceso le speranze del pugliese, che conosce la terra battuta ma preferisce il cemento.

Neanche lo stop per pioggia gli ha dato una mano e si è progressivamente spento alla distanza, cedendo col punteggio di 6-7 6-3 6-2. Ride il pubblico di casa: orfano di Marton Fucsovics (che ha scelto di giocare a Barcellona), si consola con il successo contro pronostico di Attila Balazs, bravo a superare in due set Hurkacz.

È partito bene anche John Millman, finalista in carica: nel primo match di giornata, il simpatico australiano ha lasciato appena tre giochi a Miomir Kecmanovic, proveniente dalle qualificazioni. La prima testa di serie all'Hungarian Open sarà Marin Cilic, che ha accettato in extremis una wild card offerta dagli oganizzatori.

Il croato è reduce da un periodo difficile, che lo ha spinto fuori dai top-10 per la prima volta dopo due anni e mezzo. “Però sto bene, sia fisicamente che mentalmente – ha detto il croato, che esordirà giovedì contro il vincente di Maden-Cuevas – non ho iniziato bene a causa di un problema al ginocchio e ho avuto un po' di alti e bassi.

Non ho trovato la forma, ma sto lavorando bene. Ho bisogno di giocare alcune partite e questo torneo era l'ideale. Ho visto che l'anno scorso è andato molto bene, e questo mi ha aiutato nella decisione di giocare”.

Cilic ha superato i 30 anni di età, si è sposato e vanta un titolo Slam. Avrebbe ottimi motivi per dedicarsi ad altro, ma l'amore per il gioco prevale sul resto. “Non è facile allenarsi duramente tutti i giorni perché la competizione è immensa.

Però ho obiettivi molto chiari: essere il miglior giocare possibile, e so che si tratta di un processo a lungo termine”. Parlando della longevità di Federer, ha scherzato dicendo di avere ancora "dieci anni di carriera"

Non ci arriverà, ma la motivazione è ancora molto alta.