Atp Monte Carlo: il “Vichingo” Sonego dà spettacolo e vola nei quarti!


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Atp Monte Carlo: il “Vichingo” Sonego dà spettacolo e vola nei quarti!

Un vero spettacolo. Non tanto per lo stile di gioco: quello può piacere o meno, ma assistere a un match di Lorenzo Sonego è un piacere per gli occhi. Alzi la mano chi ricorda un tennista italiano così grintoso, positivo e impeccabile.

Un atteggiamento fantastico, che gli consente di sfruttare appieno le sue qualità. Il torinese sta vivendo una settimana magica al Masters 1000 di Monte Carlo, in cui ha centrato i quarti di finale, peraltro dopo essere partito dalle qualificazioni.

Non aveva mai ottenuto niente di simile, nella sua pur breve carriera. Quello contro Cameron Norrie era il primo scontro diretto, “però lo conosco, l'ho visto spesso e so che è mancino. Abbiamo preparato la partita pensando a quello” diceva alla vigilia, ma forse non pensava che andasse così bene.

È finita 6-2 7-5 ed è stato un Sonego perfetto, sul Campo dei Principi, davanti a tantissimi italiani. In prima fila, come sempre, lo storico coach Gian Piero “Gipo” Arbino. Tra loro c'è un legame speciale: non c'è neanche bisogno di ricordarlo, giacché ci pensa direttamente Lorenzo in ogni intervista.

E non c'è da stupirsi che dopo il match abbia scritto “Gipo”, accompagnato da un cuore, sulla telecamera. Prima, ovviamente, “Vikings”, la sua serie TV preferita. Lo carica al massimo, incanala nel modo giusto la sua grinta.

L'azzurro è stato pressoché perfetto contro un avversario ostico, che ben conosce (e ama) la terra battuta. Corrie si è allenato a lungo in Argentina, e soltanto un anno fa aveva firmato una grande impresa in Coppa Davis, battendo Roberto Bautista in cinque set, in Spagna, a casa sua.

Insomma, un giocatore vero. Va detto che si è presentato con quattro game di ritardo, ma Sonego è stato bravissimo a capitalizzare il black out iniziale e intascare rapidamente il primo set (4-0 e poi 6-2). Nel secondo, il break arrivava già al terzo game e il servizio funzionava alla grande, anche grazie ai consigli del guru della videoanalisi Danilo Pizzorno, inserito nello staff da qualche settimana ma già decisivo in alcuni dettagli.

Non è un caso che le percentuali siano degne di un battitore top: 88% con la prima palla e 57% con la seconda. L'unico passaggio a vuoto, prevedibile, è arrivato quando ha servito per il match sul 6-2 5-4.

Un po' di tremore ha concesso a Norrie di artigliare il 5-5, ma è stato un attimo: altro break (il quarto) e chiusura in scioltezza, dopo 84 minuti. Con questo successo, Sonego salirà intorno al numero 66 ATP, sua miglior classifica.

E non è finita qui. Chi se lo sarebbe mai aspettato? Sullo stesso campo, era terminata l'avventura di Marco Cecchinato. È un'occasione perduta perché l'eliminazione di Marin Cilic gli aveva aperto il tabellone, almeno fino a un eventuale quarto contro Rafael Nadal.

Sarebbe stato un test interessante per un aspirante big (ma big sul serio...) sulla terra battuta. Invece è arrivata una sorprendente sconfitta contro Guido Pella, numero 28 ATP con il quale “Ceck” era avanti nei precedenti.

La scorsa estate, lo aveva superato in finale a Umago. Ma nel tennis, si sa, ogni partita ha una storia diversa. Si è visto nel 6-4 4-6 6-4 finale, maturato in circa due ore e un quarto. I rimpianti maggiori sono per il primo set, in cui l'azzurro è salito 4-1 (e ha avuto la palla del 5-1).

A quel punto, il ragazzo di Bahia Blanca si è aggiudicato cinque game consecutivi, dando una chiara impronta al match. L'impressione è che Cecchinato avesse qualche problema fisico, al punto da chiedere l'intervento del fisioterapista per un problema alla schiena.

Merito al siciliano per aver continuato a giocare con impegno, senza lamentarsi dell'eventuale infortunio. Atteggiamento positivo, premiato dalla conquista del secondo set (chiuso da un fantastico setpoint). Nel terzo, Pella ha alzato ulteriormente il livello.

Ha sbagliato pochissimo, ha utilizzato con efficacia la palla corta e non ha concesso nulla al servizio. Negli ultimi cinque turni di battuta, ha lasciato appena quattro punti a Cecchinato. Un po' passivo, meno propositivo del solito, “Ceck” ha incassato il break decisivo nel nono game.

La sconfitta lascia un pizzico di amaro in bocca, ma non mancheranno occasioni per rifarsi. Se il problema alla schiena dovesse essere di poco conto, l'occasione di riscatto arriverà già la prossima settimana, quando sarà chiamato a difendere il titolo conquistato dodici mesi fa a Budapest.