Atp Miami: il cemento aiuta Goffin, niente da fare per Cecchinato

Sconfitta onorevole ma netta per Marco Cecchinato: una buona versione di David Goffin lo tiene a distanza e chiude una campagna nordamericana senza vittorie. Ma adesso si torna sulla terra battuta: le aspettative sono enormi.

by Riccardo Bisti
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Atp Miami: il cemento aiuta Goffin, niente da fare per Cecchinato

Non ci fosse stata la vittoria di Berrettini al ricco Challenger di Phoenix, la trasferta italiana ai tornei nordamericani di marzo sarebbe stata disastrosa. Le ultime speranze erano riposte su Marco Cecchinato, numero 1 azzurro, giunto al terzo turno del Miami Open in virtù di un bye e del ritiro di Damir Dzumhur.

Il siciliano ha giocato una partita onesta, ma non sufficiente per battere un giocatore più forte di lui, almeno sul cemento. David Goffin si è imposto 6-4 6-4 in due set fotocopia, in cui il punteggio avrebbe potuto essere ancora più netto.

A causa del protrarsi del programma, il match è iniziato molto tardi, ben oltre le 19 locali, su un Campo 1 con pochissimi spettatori. Tra loro Corrado Barazzutti, affiancato da Francesca Schiavone: l'ex numero 4 WTA risiede proprio a Miami.

A seguire Cecchinato nelle vesti di coach c'era Uros Vico, che per l'occasione ha sostituito Simone Vagnozzi. Le sensazioni sono state negative fin dall'inizio, non tanto per l'atteggiamento di Cecchinato, quanto per l'ottimo feeling del belga con un campo piuttosto veloce.

“Ceck” ha impostato la partita nel modo corretto, ma non è il suo tennis. Sulla terra sarebbe andata diversamente: lo aveva già dimostrato al Roland Garros, quando batté Goffin in quattro set, indimenticabili, sul Suzanne Lenglen.

A Miami non c'era l'atmosfera, ma soprattutto le condizioni tecniche. Goffin ha un timing eccezionale sulla palla, ed è particolarmente motivato da un nuovo percorso professionale: chiuso il rapporto con Thierry Van Cleemput, da qualche settimana ha “soffiato” Thomas Johansson a Filip Krajinovic.

Il serbo l'aveva presa male e, arrabbiatissimo, lo aveva battuto a Indian Wells. Per questo Goffin ha scelto di giocare a Phoenix, ma si era arenato nei quarti contro Salvatore Caruso. Non sappiamo se Cecchinato abbia chiesto qualche consiglio al suo corregionale, ma va ammesso che si è vista una buona versione di Goffin, aiutata dai troppi errori del palermitano, forieri di un nervosismo forse eccessivo.

C'è un dato che impressiona: l'azzurro ha commesso ben 27 errori (contro i 17 di Goffin). Di questi, ben 18 sono arrivati con il dritto, il colpo con cui fa gioco e cerca il punto. Goffin riusciva a giocare profondo e lo costringeva spesso a colpire di controbalzo, impedendogli di prendere il giusto ritmo.

Con un parziale di 10 punti di fila, il belga scappava 3-1 nel primo, poi allungava sul 5-2 e servizio. Si concedeva un attimo di distrazione, con Cecchinato bravo a rifarsi sotto, ma chiudeva al decimo game. Sul cemento, schemi molto efficaci sulla terra battuta perdono qualità.

Per esempio, ha giocato poche smorzate e con alterne fortune. Nel secondo set, lo strappo arrivava nel quinto game, costellato da troppi errori. Inevitabile la distruzione del telaio, accompagnata da un warning. Goffin aveva un atteggiamento molto positivo, tiene a giocare un buon torneo (a Miami ha colto una semifinale tre anni fa), e scappava di nuovo sul 5-2 e servizio.

Anche stavolta perdeva concentrazione, commettendo due doppi falli di fila, poi però giocava un impeccabile ultimo game, chiudendo con un rovescio lungolinea che baciava la riga. Pare evidente che, almeno sul cemento, Cecchinato non valga la sua attuale classifica.

Ma può guardare con un sorriso al passato e con ottimismo al futuro: lo scorso anno, di questi tempi, giocava i Challenger di Marbella e Alicante, mentre adesso tornerà a Bologna per prepararsi in vista dei due mesi più importanti della stagione, quando potrà scivolare sull'amato mattone tritato.

E lì, un Cecchinato in forma vale ampiamente i top-10. Da Monte Carlo in poi, è legittimo aspettarsi qualche exploit. Dopo Parigi, le aspettative sono enormi. A Miami va avanti Goffin: negli ottavi se la vedrà con Frances Tiafoe, che nel match serale ha chiuso la carriera sul cemento di David Ferrer.

Una bella partita (5-7 6-3 6-3 in due ore e mezza), in cui la freschezza dell'americano ha avuto la meglio. A "Ferru", che nel 2013 arrivò a un punto da titolo, rimangono due tornei prima di dire addio: Barcellona e Madrid.

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