Atp Indian Wells - Il dolore non ferma Nadal: sarà big match con Federer


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Atp Indian Wells - Il dolore non ferma Nadal: sarà big match con Federer

Rafael Nadal fornisce l’ennesima dimostrazione del suo immenso carattere e approda in semifinale nel Masters 1000 di Indian Wells, anche se le condizioni del suo ginocchio destro non offrono alcuna garanzia sul fatto che domani scenderà in campo nel 'Clasico' con Roger Federer. Va comunque sottolineato che l’iberico - in caso di successo - raggiungerebbe quota 366 vittorie nei Masters 1000, ad una sola lunghezza proprio dall’eterno rivale.

Il fuoriclasse di Manacor si è sbarazzato per la sesta volta in altrettanti precedenti di Karen Khachanov, archiviando la pratica sul 7-6(2) 7-6(2) nonostante il dolore al ginocchio abbia iniziato a intensificarsi verso la metà del secondo set.

Il 22enne moscovita ha offerto una buona performance durante tutta la gara, ma non ha saputo sfruttare a dovere l’infortunio del rivale mostrando un’eccessiva passività. Rafa non si è invece lasciato pregare, aggiudicandosi un’altra dura battaglia dopo la maratona di 4 ore e 23 minuti andata in scena agli US Open dello scorso anno.

Il russo partiva con le marce alte spingendo al massimo sia di dritto che di rovescio, tanto da cogliere di sorpresa lo stesso Rafa che subiva il break già nel game inaugurale. La seconda testa di serie provava a rimanere a galla nonostante i ritmi forsennati imposti dal rivale, capace di ottenere l’86% di punti vinti con la prima.

Khachanov si issava meritamente sul 3-1 lasciando per strada un solo punto in risposta, oltre a rendersi incisivo sul servizio di Nadal grazie ad una spiccata propensione offensiva. L’esperienza consentiva però all’iberico di mantenere la calma e aspettare un lieve calo del moscovita, che arrivava puntuale nel sesto game anche a causa di alcune leggerezze nei pressi della rete.

Il rendimento del maiorchino saliva incredibilmente dopo aver recuperato il break, ma Karen aveva il merito di non sprofondare aggrappandosi alla sua proverbiale combinazione servizio-dritto. Si arrivava dunque al decimo game senza ulteriori scossoni, ma con l’inerzia spostatasi dalla parte di Nadal.

Khachanov riusciva a sventare la bellezza di quattro set point (tre servizi vincenti e una volèe di rovescio), dimostrando una solidità mentale notevole contro uno dei giocatori più cinici della storia. Il tiebreak rappresentava il giusto epilogo di un parziale equilibrato e spettacolare, in cui i nove aces messi a segno dal moscovita non erano bastati per arginare la resistenza di Nadal.

Nel jeu decisif, la tattica aggressiva di Rafa prendeva il sopravvento e gli garantiva due mini-break di vantaggio per la frustrazione di Khachanov, che si beccava un ‘warning’ dopo aver scagliato una pallina in tribuna. Allo scoccare dell’ora di gioco, il 17 volte campione Slam chiudeva per sette punti a due.

In apertura di secondo set, il dodicesimo favorito del seeding cancellava subito due palle break che potevano sancire il colpo del ko. Al cambio di campo, Nadal chiamava il fisioterapista per farsi fasciare il ginocchio destro.

Il dolore incideva soprattutto sul caricamento del servizio e sui movimenti dello spagnolo, che abbreviava gli scambi il più possibile lanciando smorfie preoccupanti verso il angolo. Le palesi difficoltà fisiche dell’avversario finivano invece per distrarre Karen, autore di una serie inspiegabile di regali che consegnavano il break a Rafa sul 2-2.

L’ex numero 1 del mondo continuava a giocare praticamente da fermo e restituiva il break, mentre iniziava a serpeggiare il timore di dover fare i conti con l’ennesimo infortunio. Approfittando delle incertezze del russo, il guerriero iberico impattava in qualche modo sul 5-5, non prima di aver annullato un set point con un passante di rovescio.

Nadal trovava la forza per spingersi sul 30-40 nel game successivo, ma un drop shot baciato dal nastro sbrogliava una situazione complicatissima per Khachanov. L’esito del parziale era rimesso ancora al tiebreak quando l’orologio segnava due ore e dieci minuti.

Come già avvenuto nella prima frazione, Rafa scappava sul 6-2 esibendo tutta la sua feroce determnazione, che gli permetteva di piegare Khachanov e il dolore in due ore e quindici minuti di battaglia.

Purtroppo la sensazione è che il 39° capitolo dell’infinita rivalità con Roger Federer sia a forte rischio. L’ultimo incrocio risale alla finale di Shanghai nel 2017, con lo svizzero in serie positiva negli ultimi cinque scontri diretti.