Atp San Paolo: Fuori Sonego e Giannessi, bye bye Italia


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Atp San Paolo: Fuori Sonego e Giannessi, bye bye Italia

Era rimasta soltanto una speranza per mantenere in Italia il titolo del torneo ATP di San Paolo: tutte le responsabilità erano sulle spalle di Lorenzo Sonego, ma l'azzurro ha trovato un avversario molto ostico, forse troppo.

Leonardo Mayer ha grande esperienza e si trova decisamente a suo agio in condizioni di gioco particolarmente veloci. Lo ha dimostrato nel 6-1 3-6 6-3 finale. Se è vero che il Brasil Open si gioca sulla terra battuta, cambia tutto dal momento che il Ginasio Ibirapuera è un palestrone indoor.

Non è facile giocare: il campo non è in perfette condizioni e sembra che i tennisti – più che scivolare – siano costretti a pattinare. Sonego era reduce da un bel successo contro Delbonis, ma Mayer propone tematiche ben diverse, a partire da un servizio molto potente e un certo agio nel gioco di volo.

Eppure l'azzurro era riuscito a prendergli le misure dopo un primo set da incubo, in cui aveva sbagliato moltissimo, soprattutto con il dritto. “Sonny” scappava 2-0 nel secondo, si faceva riprendere, ma poi sfruttava un disordinato serve and volley di Mayer per tornare nuovamente avanti (5-3 e servizio).

Stavolta concretizzava il break e allungava il match al terzo. La grande chance arrivava all'inizio: sull'1-1, il torinese aveva due palle break per girare definitivamente il match. Sulla prima metteva un dritto in rete, mentre sulla seconda Mayer era bravo a prendersi il punto a rete.

Come spesso accade le calcio (gol sbagliato, gol subito), capita anche nel tennis. Nel game successivo arrivava lo strappo poi risultato decisivo: “Sonny” pasticciava un po' sotto rete e Mayer volava sul 3-1.

Non c'erano grossi sussulti fino alla fne: ok, Sonego portava ai vantaggi il settimo game, ma non si costruiva reali chance. Nell'ultimo game, Mayer tirava addirittura tre ace e chiudeva la pratica. Sonego sta sviluppando una buona muscolatura, e sembra che non ci abbia rimesso in termini di velocità.

Va detto che la sua palla non è ancora così pesante: ci vorrà un po' per strutturare un gioco più aggressivo. La campagna sudamericana è stata discreta: 72 punti ATP in quattro tornei, con quattro partite vinte e la sola parentesi negativa di Rio de Janeiro.

Un discreto bottino, base per provare a ritrovare i top-100 ATP conquistati lo scorso anno.
GIANNESSI NON FERMA LA CORSA DI DJERE
In precedenza, era terminata l'avventura di Alessandro Giannessi. Lo spezzino aveva passato le qualificazioni, ma ha esordito al mercoledì perché il suo avversario era Laslo Djere, reduce dal successo a Rio de Janeiro.

Un titolo inatteso e per certi versi commovente, perché dedicato alla madre scomparsa pochi mesi fa. Era già capitato ce Djere si confermasse un grande professionista: purtroppo per Giannessi, lo ha confermato anche sulla terra indoor di San Paolo al termine di una partita molto combattuta, colma di rimpianti.

Giannessi ha giocato piuttosto bene, ma è stato meno incisivo nei momenti importanti. Come nel primo set, quando aveva ripreso un break di svantaggio ma si è fatto sorprendere nel tie-break. Nel secondo, prendeva due break di vantaggio (3-0 e servizio), ne perdeva uno, ma riusciva ugualmente a portare a casa il parziale.

Nel terzo, era Djere a scattare meglio dai blocchi. Il serbo scappava sul 4-1, ma “Gianna” trovava il controbreak nel settimo game e sembrava potersi garantire l'arrivo al fotofinish. Invece si faceva beffare nell'ultimo game: avanti 40-0, perdeva cinque punti consecutivi e abbandonava anzitempo un torneo che poteva essere una buona occasione per raccogliere punti, visto il campo di partecipazione non straordinario.

Adesso la campagna sudamericana dello spezzino proseguirà con il torneo Challenger di Santiago del Cile: ripartirà da lì la scalata ai top-100. Tra gli altri match, da segnalare la vittoria di Christian Garin contro Jaume Munar.

Un match durissimo, con tre tie-break, ha premiato il tennis più esplosivo del cileno, che sembra finalmente pronto a compiere un salto di qualità atteso ormai da qualche anno.