Sonego-Lorenzi: l'Italia va tra Buenos Aires e New York


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Sonego-Lorenzi: l'Italia va tra Buenos Aires e New York

La scorsa settimana aveva l'alibi del viaggio intercontinentale da Salisburgo a Cordoba. Stavolta no, Nicolas Jarry non ha scuse. Per questo, il successo di Lorenzo Sonego al primo turno dell'Argentina Open ha un certo valore.

Battere un giocatore di prospettiva come il cileno fa bene al morale, ma anche alla classifica. Dopo aver superato le qualificazioni (battendo Gaio e usufruendo di un colpo di calore di Giannessi), il torinese è entrato a gamba tesa nel torneo dello splendido Buenos Aires Lawn Tennis Club, il “tempio” del tennis argentino.

Nel primo match di giornata, si è imposto 6-7 6-4 6-3 ed è un successo meritato, pulito, senza sbavature. Se escludiamo il servizio, è stato superiore al suo avversario in ogni settore. Jarry (nipote di Alvaro Fillol, nostro avversario nella storica finale di Davis del 1976) è un gigante e serve molto bene.

Si è tenuto a galla con bordate scagliate dal terzo piano, ma nello scambio era meno regolare di Sonego. Nella mobilità e nella voglia di stare in campo, poi, il divario era imbarazzante. La si potrebbe definire una vittoria di “testardaggine”, perché Lorenzo ha voluto vincere a tutti i costi.

Dopo che a Cordoba era seguito dal solo preparatore atletico Damiano Fiorucci, nella “Capital Federal” è stato raggiunto dallo storico coach Gipo Arbino. La sola presenza dell'allenatore lo rende più tranquillo ed efficace.

Come nel decimo game del secondo set, quando Jarry ha annullato due setpoint con altrettanti servizi, ma non si è disunito e ha atteso l'occasione giusta. Ancora di più nel terzo, quando sul 3-2 ha avuto bisogno di ben sei palle break per trovare l'allungo decisivo.

Alla fine è arrivato e “Sonny” non ha avuto problemi nel chiudere. Qualificazioni comprese, ha già intascato 32 punti ATP che “coprono” i punti ottenuti lo scorso anno con la semifinale a Bergamo, suo miglior risultato di febbraio.

Ma nei tornei ATP, se imbrocchi la settimana giusta, le occasioni sono ancora migliori. Ne ha bisogno, in modo da rimettere il naso tra i top-100 ATP già raggiunti lo scorso anno. La proiezione ranking lo vede già intorno al numero 101.

Sonego è rimasto fedele a se stesso, un feroce combattente. I primi successi non hanno cambiato il suo modo di stare in campo, quella voglia di non cedere neanche un “quindici”. Fatica ancora un po' con il rovescio (da quella parte Londero lo ha messo in crisi a Cordoba), ma il dritto ha acquisito una certa pesantezza.

Ottiene più punti gratis, la muscolatura sembra via via più adatta a quella di un professionista di alto livello. Il suo avversario negli ottavi emergerà dal vincente tra Taro Daniel e Roberto Carballes Baena, in vista di un ipotetico questo di finale contro Marco Cecchinato.

Il siciliano usufruisce di un “bye” al primo turno (avrà il vincente di Garin-Auger Aliassime), così come Fabio Fognini. Il ligure è accreditato della testa di serie numero 2 e attende chi uscirà da Delbonis-Munar.

ATP BUENOS AIRES – Primo Turno
Lorenzo Sonego (ITA) b. Nicolas Jarry (CIL) 6-7 6-4 6-3
Maximilian Marterer (GER) b. Facundo Bagnis (ARG) 6-4 6-2
Albert Ramos (SPA) b. Rogerio Dutra Silva (BRA) 6-3 6-4
Christian Garin (CIL) b. Felix Auger Aliassime (CAN) 3-6 7-5 6-3

Il buon lunedì del tennis azzurro è stato completato dal successo, a sorpresa, di Paolo Lorenzi. Impegnato al New York Open, torneo che ha preso il posto della storica tappa di Memphis, il senese ha battuto a sorpresa Tennys Sandgren. Un successo che vale perché l'americano è più abituato di lui al cemento indoor, inoltre aveva iniziato la stagione vincendo ad Auckland. È stata una vittoria in perfetto “Stile Lorenzi”, una maratona di oltre due ore e mezza, chiusa col punteggio di 7-6 6-7 6-4. L'equilibrio è stato simboleggiato dalla parità assoluta nel numero di punti portati a casa (106 a testa). Per sua fortuna, Lorenzi ha portato a casa quelli più importanti. In un match dominato dai servizi, l'unico break è arrivato sull'1-1 del terzo set. Per il 37enne di Siena (ma ormai trapiantato negli Stati Uniti) è la prima vittoria nel main draw di un torneo ATP dallo scorso Us Open. Negli ultimi sei mesi aveva giocato soprattutto nel circuito Challenger, anche se quest'anno ha già passato le qualificazioni a Doha e Cordoba. A 37 anni compiuti, Lorenzi conferma le sue straordinarie doti da combattente e ha aggiustato la sua programmazione, adattandola alla sua nuova base americana. Al secondo turno se la vedrà con il vincente di Harrison-Polansky: per Harrison è il ritorno a New York dopo l'incidente diplomatico dell'anno scorso, quando fu accusato di frasi razziste da Donald Young: le accuse furono rispedite al mittente e tutto si risolse con un nulla di fatto. Lorenzi è l'unico esponente azzurro nel main draw del torneo americano (che ha la particolarità di giocarsi su un campo pitturato di nero), poiché Andrea Arnaboldi si è fermato a un passo dal main draw, sconfitto da Adrian Menendez Maceiras all'ultimo turno delle qualificazioni. 

ATP NEW YORK – Primo Turno
Bernard Tomic (AUS) b. Lukas Lacko (SVK) 6-4 6-2
Paolo Lorenzi (ITA) b. Tennys Sandgren (USA) 7-6 6-7 6-4
Turno di Qualificazione
Adrian Menendez Maceiras (SPA) b. Andrea Arnaboldi (ITA) 6-3 7-6