Atp Finals - Djokovic esordio perfetto, Isner impotente


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Atp Finals - Djokovic esordio perfetto, Isner impotente

Dal nostro inviato a Londra

Sfiorare il metro e novanta ed essere pressoché un nano nel suo gruppo. Buffo il destino di Novak Djokovic inserito nel gruppo Kuerten con quattro compari oversize a cavallo dei due metri come Isner, Zverev e Cilic. Nessun problema, anzi i problemi semmai sono degli altri che devono calibrare le bombe al servizio col miglior artificiere del circuito.

Già, perché quando il miglior servizio del mondo incontra la miglior risposta del mondo, quello col servizio è un uomo morto [semicit]. John Isner perde al debutto assoluto tra gli otto maestri e nessuno alla O2 Arena s’aspettava qualcosa di diverso, neanche Cristiano Ronaldo che ha seguito la partita con la fidanzata e il figlio.

È francamente impressionante quello che riesce a fare Djokovic in risposta: non c’è mai un turno di battuta sereno per uno, come il gigante americano, che sulla botta d’inizio gioco ha costruito una carriera magnifica. In tutti i cinque turni al servizio Djokovic ha raggiunto almeno una palla break, facendo centro solo in un’occasione, quella che basta. Il timbro sull’unico break del set – game numero cinque – è una risposta da fenomeno col dritto incrociato. Djokovic si arrampica sulla palla e la scaraventa vicino alla riga restituendo quasi per intero la potenza del servizio di Isner. Alla battuta il serbo è inavvicinabile, anche perché quando lo scambio si sposta sul binario sinistro il gap tra i due rovesci dà vita a un mismatch quasi grottesco, tanto è evidente.

Nel secondo set è una questione di quando e non di se. Isner soffre meno al servizio, anzi per metà dell’opera non concede palla break, ma nessuno nell’impianto londinese ha la minima sensazione che la partita del serbo si possa complicare. Il capolinea per John arriva nel fatidico settimo game, il primo del secondo set in cui concede chance. Scivolato 15-40, dimezza lo svantaggio col servizio, ma si arrende col dritto in mezzo alla rete che sa di bandiera bianca alzata. Perso il servizio, Isner lo perde ancora cedendo in completo disarmo anche l’ultimo turno di battuta che disegna il 6-3 finale.

Nole chiude in 73 minuti la prima fatica londinese e dopodomani sfiderà Zverev per, presumibilmente, stabilire il leader del girone. Con questa partita si chiude la prima mini-tornata degli otto protagonisti del Master e, tra questi, come da pronostico è il serbo il più brillante, lanciatissimo verso il sesto successo in questo torneo che arriverebbe alla dodicesima partecipazione. Una media da fantascienza se si considera che il primatista di categoria è Federer che ha vinto sei volte in sedici (compresa questa) edizioni.

Gruppo Guga Kuerten, round robin:

[1] N. Djokovic b. [8] J. Isner 6-4 6-3