Atp Shanghai - Federer, ancora una vittoria sporca: Nishikori ai quarti


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Atp Shanghai - Federer, ancora una vittoria sporca: Nishikori ai quarti

In una versione preoccupantemente simile a quella di fabbrica - se non altro in suolo cinese - Roger Federer sopravvive anche al secondo test. Il defending champion ferma con una prestazione decisamente sottotono anche Roberto Bautista Agut - che non aveva mai vinto un set nei sette precedenti incontri - sufficiente evidentemente un guizzo ai piedi del traguardo nella terza frazione. Federer salva, ancora una volta, solo il risultato. Ma non è necessariamente una cattiva notizia. Nel 6-3 2-6 6-4 finale c'è praticamente di tutto. Ai quarti di finale c'è invece Kei Nishikori, reduce da un successo in due set ai danni di Sam Querrey.

L'elvetico non ha un preciso piano tattico. Apprezza la via della rete, presenzia in risposta senza troppa convinzione, fatica a sostenere gli scambi prolungati. Cancella una palla break in avvio e assesta la spallata decisiva nel quarto game (recuperando peraltro due quindici di svantaggio) vincendo praticamente solo un punto in più dell'avversario in risposta. Il primo 6-3 lo sigilla comunque con tranquillità, più che altro grazie all'83% di punti con la seconda palla e a un parzialino di 13-3. In netta controtendenza con il match d'esordio.

Le problematiche di Federer non sono solo di carattere mentale. Con un break (che arpiona praticamente per inerzia in avvio di secondo set) costruisce le basi per la fuga. Con un turno di battuta orrido (in cui distribuisce quattro errori non forzati) le abbatte. Bautista non coglie immediatamente le falle nel sistema dell'avversario e nel quarto gioco della seconda frazione gestisce in maniera disordinata le trame. È Federer a non resistere poi al contraccolpo psicologico, a perdere malamente i primi due quindici, a rientrare con due ace e a sporcare poi il taccuino con un morbido attacco a rete. Sulla palla break - presumibilmente la più importante in tutto il match - evita di forzare e lascia il lungolinea spalancato. Il secondo 6-3 (figlio di quel guizzo) è una conseguenza logica.

Federer ha le idee confuse. Un amico piuttosto fidato nel servizio e poco altro. Bautista - che più volte studia la situazione con sufficienza - cancella due palle break a cavallo tra il primo e il terzo game e riconosce l'assottigliamento del margine d'errore. Il campionissimo elvetico fatica a trovare gli appoggi negli scambi prolungati, a muovere bene i piedi negli spostamenti laterali e soprattutto a fare la differenza. A spezzare la partita con un turno di risposta solido e attento e ad acciuffare il traguardo, no. Bautista perde una buona occasione, Federer annota una seconda vittoria sporca sul taccuino cinese. Si ristabilisce l'ordine naturale delle cose. 

Nello stesso spicchio di tabellone, Borna Coric approfitta del ritiro di Juan Martin Del Potro. L'argentino dice "basta" alla fine di un primo set che sostanzialmente perde ai piedi del tie break. Coric - che comunque non concede palle break - ringrazia e raggiunge ai quarti Matthew Ebden. Dopo il clamoroso successo ai danni di Thiem, il britannico regola piuttosto agevolmente Peter Gojowczyk e supera indenne la più complicata delle prove del 9. 

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