Atp Toronto - Tsitsipas si prende la scena! Fuori uno spento Djokovic


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Atp Toronto - Tsitsipas si prende la scena! Fuori uno spento Djokovic

Dal nostro inviato a Toronto

Clamorosa sorpresa nella quarta giornata della Rogers Cup di Toronto, dove Stefanos Tsitsipas ha estromesso il quattro volte vincitore di questo torneo Novak Djokovic grazie al risultato di 6-3 6-7(5) 6-3 siglando il trionfo più importante della sua giovanissima carriera. Si tratta inoltre del terzo scalpo stagionale ai danni di un Top 10, il secondo consecutivo dopo l'exploit contro Dominic Thiem al secondo round.

Il Next Gen ellenico è stato infatti bravissimo a punire un Nole poco reattivo per la maggior parte della gara, che ha sinistramente ricordato quello spento e scarico degli anni bui. Di certo può aver influito la sbornia di Wimbledon, ma adesso Cincinnati rappresenterà un obiettivo da non fallire per evitare di presentarsi a New York fra mille incertezze.

LA CRONACA - Già dal game inaugurale in risposta si percepiscono le intenzioni bellicose del giocatore ellenico, che non riesce tuttavia a capitalizzare ben tre palle break dando modo a Nole di recuperare grazie all’enorme dose di esperienza.

Il fuoriclasse belgradese fatica moltissimo a trovare la giusta lunghezza con i colpi di rimbalzo, tanto da finire spesso per essere aggredito da uno Tsitsipas perfettamente conscio del piano tattico da adottare. L’87% di punti vinti con la prima fornisce a Stefanos la necessaria fiducia per rendersi offensivo in ribattuta, coadiuvato a dire il vero dagli inusuali errori di Djokovic apparso un pizzico nervoso in alcuni frangenti.

L’equilibrio si spezza definitivamente nel corso del sesto game, frutto di un catastrofico passaggio a vuoto del serbo che propizia lo strappo decisivo nell’economia del set. Tsitsipas non si fa sfuggire l’occasione di mettere la testa avanti, prosegue senza sbavature e archivia addirittura a zero un parziale dominato.

Il canovaccio non presenta mutamente significativi nemmeno nel secondo set, caratterizzato dalla sfrontata aggressività del 19enne ateniese che fa da contraltare alla scialba prova dell’ex numero uno al mondo. Magrissimo il bottino di Djokovic negli scambi prolungati da fondo campo, evidente segnale di una forma non ottimale dopo oltre tre settimane di sosta.

Sul 4-4 Novak rischia il capitombolo definitivo scivolando sul 15-40 a causa di tre errori gratuiti consecutivi, ma la battuta e un accenno di braccino del rivale accorrono in suo aiuto ad un passo dal baratro. Si approda al tiebreak proprio allo scoccare dell’ora e mezza: qui come spesso accade l’inerzia si rovescia del tutto, sicchè un unico mini-break iniziale proietta questo emozionante incontro alla distanza.

L’abbrivio acquisito dal campione di Wimbledon cessa nel giro di pochi minuti restituendoci la versione opaca del primo set e mezzo, utile a spiegare il break subito in apertura e suggellato da un meraviglioso rovescio lungolinea di Tsitsi con tanto di pugnetto.

Due errori piuttosto grossolani vanificano poi le prime due palle break a disposizione di Djokovic nell’intera gara, una statistica emblematica delle difficoltà incontrate da Nole in fase di costruzione. Il greco vola quindi 5-3 nello stupore generale, e può meritatamente alzare le braccia al cielo quando l’orologio segna due ore e venti minuti.

Tsitsi andrà a caccia di una storica semifinale contro il detentore del titolo Alexander Zverev, giustiziere del russo Daniil Medvedev per 6-3 6-2 in appena 52 minuti di assolo. Il tedesco ha letteralmente spazzato via dal campo il suo avversario, vittima forse della stanchezza accumulata ieri dinnanzi al beniamino locale Felix Auger-Aliassime.

Sascha ha potuto dunque archiviare la pratica cedendo un solo punto con la prima in tutto il match, oltre a palesare un’ottima tenuta atletica a pochi giorni dalla cavalcata trionfale in quel di Washington. Durante il suo percorso nella capitale degli USA, Zverev si era sbarazzato agevolmente in semifinale dello stesso Tsitsipas.

Altra vittoria sul filo di lana per Grigor Dimitrov dopo la maratona dell’altro ieri, quando il bulgaro aveva concluso il suo match con Fernando Verdasco a notte inoltrata. Due ore e mezza esatte sono servite oggi al bulgaro per arginare la resistenza dell’americano Frances Tiafoe, giustiziere del padrone di casa Milos Raonic nel turno precedente.

Performance altalenante nel complesso quella messa in mostra dalla quinta testa di serie, calato improvvisamente di rendimento dopo un buon avvio di partita e obbligato a rincorrere anche nella terza frazione. L’impressione è che Grisha sia ancora alla ricerca della miglior condizione fisica e mentale, un dettaglio di notevole importanza a meno di venti giorni dall’inizio degli US Open.

Il 20enne di Hyattsville non ha saputo convertire un break di vantaggio nel set decisivo benchè l’inerzia fosse tutta dalla sua parte, oltre a gettare alle ortiche un margine di 4-2 nel tiebreak che avrebbe potuto regalargli il primo quarto di finale in carriera a livello 1000.

Dimitrov se la vedrà ora con il finalista dei Championships Kevin Anderson, già battuto in sei dei sette precedenti disputati nel circuito maggiore. Il bombardiere sudafricano ha regolato il qualificato bielorusso Ilya Ivashka faticando soltanto nel parziale inaugurale chiuso a ridosso del tiebreak.

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