ATP ROTTERDAM - Federer piega un buon Seppi, finale con Dimitrov


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ATP ROTTERDAM - Federer piega un buon Seppi, finale con Dimitrov

Nemmeno il tempo di celebrare il ritorno in vetta al ranking mondiale come il più anziano di sempre, e Roger Federer può già festeggiare la 146ma finale della sua straordinaria carriera (96 le vittorie), maturata all’interno della meravigliosa cornice indoor dell’ATP 500 di Rotterdam.

A farne le spese, purtroppo, è stato un ottimo Andreas Seppi, che subisce così la 14ma disfatta su 15 incontri disputati al cospetto del campionissimo svizzero. Stavolta però l’avversario ha dovuto faticare molto di più rispetto all’ultimo precedente andato in scena a Parigi-Bercy nel 2015, come esemplifica lo score conclusivo di 6-3 7-6(3) in poco meno di un’ora e mezza.

Domani Roger andrà a caccia del secondo titolo stagionale cercando al contempo di rimanere imbattuto nel 2018, mentre Andreas si consola con l’ingresso in Top 60 unito alla consapevolezza di aver ritrovato uno smalto che probabilmente non gli si vedeva proprio dall’unico successo contro Federer agli Australian Open 2015.

L’inizio di partita mostra un Federer insolitamente impreciso soprattutto al volo al contrario di un Seppi assai propositivo, tanto da obbligare subito l’avversario ad annullare due pericolosissime palle break nel suo primo game di battuta.

La tattica del 33enne di Bolzano sembra pagare i suoi dividendi mettendo sotto pressione il rivale piuttosto falloso, ma la solita capacità del 20 volte trionfatore Slam di variare il proprio tennis a seconda delle circostanze propizia l’allungo effettuato nel terzo gioco, complice anche qualche imprecisione di troppo dell’azzurro.

Il servizio di Roger fatica comunque tremendamente ad ingranare come testimonia il misero 50% di prime palle in campo, un fattore che permette ad Andreas di ricucire subito lo strappo mediante uno splendido diritto incrociato.

La seconda metà del parziale vede però una repentina impennata nel rendimento del veterano rossocrociato, che inizia progressivamente a sciorinare tutta la sua magia in campo tra cui abbaglia una demi-volèe di rovescio giocata quasi spalle alla rete e piazzata sulla riga.

Il cambio di marcia di Federer trova il suo riscontro anche sotto il profilo del risultato, visto che il pur volenteroso Seppi è costretto ad incassare quasi inerme una striscia di quattro game consecutivi (dodici punti a tre) utile a sancire la chiusura delle ostilità dopo quaranta minuti esatti.

Il pupillo di Max Sartori ha comunque il merito di non abbattersi in apertura della seconda frazione, a dispetto di un Federer molto più sciolto in tutti i fondamentali nel tentativo di azzannare la sfida in maniera definitiva.

Il suddetto auspicio del neo numero uno al mondo non si concretizza però grazie soprattutto alla solidità dell’altoatesino bravissimo a tenere duro, oltre a ritrovare una certa facilità alla battuta in seguito ad un frangente estremamente complicato.

Si giunge dunque in volata fino al tiebreak: dopo un iniziale scambio di mini-break, Roger intensifica le proprie sortite offensive quel tanto che basta per lasciare appena tre punti allo sfidante e andare quindi a caccia domani del suo terzo titolo in carriera sul suolo olandese (i primi due nel 2005 e 2012).

Nell’ultimo atto ad aspettare il Re ci sarà Grigor Dimitrov alla sua prima finale in questo 2018. Il portacolori bulgaro, che sul cemento olandese non era mai andato oltre la semifinale raggiunta nel 2013, ha ampliato il divario nel bilancio degli h2h contro David Goffin essendo ora in vantaggio 6-1, anche se appare davvero incredibile e al contempo drammatico l’episodio che ha costretto il belga al ritiro.

Il 27enne di Rocourt è stato infatti obbligato ad alzare bandiera bianca nel primo game in risposta della seconda frazione, pochi minuti dopo aver ceduto il set inaugurale con il punteggio di 6-3 in quasi cinquanta minuti di gioco.

Nel tentativo di effettuare una sortita a rete, il passante di dritto del numero 5 del ranking è dapprima rimbalzato sulla racchetta di Goffin per poi colpirlo direttamente in un occhio attraverso una sequenza a dir poco beffarda.

Nonostante il coraggioso tentativo di proseguire la gara, alla fine David ha ceduto al forte dolore, abbandonando poi il campo non prima di essere stato sostenuto e abbracciato dal suo avversario. È dunque sfumata nel peggiore dei modi l’opportunità di prendersi la rivincita della finale delle ultime ATP Finals disputate a Londra.

Non è nemmeno la prima volta che Goffin si trova a fare i conti con un episodio del genere, riportando alla memoria la grave caduta che gli provocò una seria distorsione alla caviglia durante l’edizione 2017 del Roland Garros.

Gli accertamenti svolti dal belga in serata hanno poi evidenziato un edema all’occhio, motivo per cui Goffin non sarà al via la settimana prossima sul cemento indoor francese di Marsiglia.

Il nativo di Haskovo, dal canto suo, vede ora il titolo distante una sola vittoria senza aver ceduto neanche un parziale nei turni precedenti (32 i game complessivi lasciati per strada), oltre a far intuire di aver ormai definitivamente superato il fastidio alla spalla che lo aveva indotto al forfait in occasione del torneo di Sofia. Indipendentemente dal risultato di domani, Dimitrov scavalcherà infine il tedesco Alexander Zverev alla quarta piazza del ranking ATP.

I precedenti con l'elvetico non sono comunque incoraggianti, se si considera che Grisha, oltre ad essere uscito sconfitto da tutti e sei i confronti diretti, ha racimolato la miseria di due set complessivi.

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