ATP ROTTERDAM - Tutti in piedi: Roger Federer torna numero uno del mondo


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ATP ROTTERDAM - Tutti in piedi: Roger Federer torna numero uno del mondo

5 anni e 106 giorni. Tanto è trascorso dall’ultima salita al trono di Roger Federer. Ultima che, a rigor di logica, sarebbe dovuta restare tale, ma visto che la logica non pare essere esattamente il pezzo forte del repertorio svizzero, si è costretti a ricercare parole che tutti credevano ormai chiuse nel dimenticatio o a invernarne di altre perché, oggettivamente, ciò che sta facendo Federer non si è mai visto e probabilmente né si rivedrà.

Detto, fatto. Il viaggio a Rotterdam aveva un unico obiettivo, prontamente centrato. Con la semifinale olandese, Roger agguanta quei 180 punti che gli occorrevano per sorpassare Nadal e diventare, alla soglia dei 37 anni, il più longevo numero uno dell'Era Open, scalzando l’impresa dell’Agassi trentatreenne.

Che altro dire? Per coronare il sogno e blindare il primato mondiale, Federer è costretto alla rimonta. Robin Haase, difatti, gioca un primo set di livello, approfitta di un Federer con appena il 42% di prime in campo e graffia nel nono game quando il passante in cross di dritto gli regala il break-spartiacque.

L’olandese chiude i conti con personalità (e col servizio a disposizione) sul 6-4. Festa rovinata? Macché! Smarrito il primo set, Federer alza i giri del motore, innesta le marce alte e sparisce all’orizzonte, imprendibile per Haase.

Lo svizzero comincia il secondo set vincendo 12 dei primi 13 punti con tanto di break a zero e più di un’ipoteca su un set che terminerà in 20 minuti con un sonoro 6-1. Il set decisivo è prosecuzione naturale di quanto ammirato nella seconda frazione: Roger va subito in fuga nel game inaugurale con un passante magico di rovescio, e fa il bis sul 2-0 con un'altra perla – stavolta col dritto – a fungere da punto esclamativo.

Il match, di fatto, termina qui. Ciò che resta è solo la spasmodica attesa della fine, di un momento che tutti attendevano da quando è circolata la notizia della partecipazione di Federer al 500 olandese.

L'epilogo non tarda ad arrivare e dopo un'ora e 18 minuti Roger firma un altro 6-1 che lo riporta virtualmente lassù, sul trono del tennis mondiale. Lunedì il computer ricomincerà il conto con la 303sima settimana davanti a tutti.

Un solo match disputato prima della sessione serale. Colpa, se vogliamo, di Tomas Berdych che ha optato per il ritiro prima ancora di scendere in campo nella sfida di quarti di finale contro David Goffin.

Con la strada spianata, dunque, il belga prenota la semifinale che lo vedrà affrontare Grigor Dimitrov. Sarà il settimo confronto tra i due col bulgaro forte di aver vinto cinque sfide su sei.

Per raggiungere Goffin in semifinale, Grisha si è sbarazzato di Andrey Rublev, un avversario che lo aveva battuto in tre set agli ultimi Us Open ma al quale ha strappato la rivincita un mese fa a Melbourne.

Prestazione più che convincente per Dimitrov che chiude per 6-3 6-4 con un chirurgico break per set a fare la differenza, con 12 ace e nessun turno di battuta perso. Con questo successo, il bulgaro lunedì tornerà numero 4 del mondo.

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