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ATP FINALS - Goffin più forte delle paure, Nadal perde e si ritira

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by Alessandro Mastroluca

Sapete voi quanti siano gl’impedimenti dirimenti? Il David Goffin a lungo vaso di coccio fra vasi di creta si complica la vita contro Nadal. Ma anche lo spagnolo ha i suoi, di impedimenti, legati a quel ginocchio che ne ostruisce vistosamente i movimenti con l'andar del match.

Nel duello fra un corpo piagato e una mente fragile, è sempre più terra straniera per Rafa Nadal. Il più anziano numero 1, cje ha vinto 75 titoli, 16 Slam, 30 Masters 1000 e l'oro olimpico si arrende in due set a David Goffin e incassa la 13ma sconfitta alla 29ma partita in questo torneo.

Chiude 7-6 6-7 6-4 il belga, che aveva perso entrambi i due precedenti confronti diretti con il maiorchino. Forte dei titoli a Shenzhen e Tokyo, il primo belga a qualificarsi per le Finals nei 48 anni di storia della manifestazione vince la 21ma partita nelle ultime 27.

Chiude al quinto match point, con il quattordicesimo ace. Ma la condizione di Nadal, che perde l'undicesima partita dell'anno, poi annuncia che la sua campagna alle ATP Finals finisce qui. Goffin parte meglio, regge e detta i tempi nello scambio da fondo, tanto da portare Nadal ai vantaggi nel primo game di battuta.

Il belga, sempre più sicuro nella gestione dello scambio da fondo, soprattutto dal lato del rovescio, piazza il break alla prima occasione. Nadal, partito decisamente contratto, mette lungo sulla palla break e subisce le traiettorie angolate del belga che lo allontana dalla comfort zone, dal centro del campo.

Il belga, non certo soddisfatto di dover rigiocare un punto nel quinto game per l'over-rule del giudice di sedia su una sua risposta, cede due punti nei primi due turni di battuta. Ma al terzo ricava meno dalla prima, sbaglia un dritto elementare a campo aperto e rimette Nadal in partita: controbreak e 3-3.

"Ecco perché Nadal è sempre una minaccia" commenta Miles McLagan alla radio della BBC, "perché troverà sempre il modo di allungare gli scambi e lottare fino all'ultimo".

Goffin non molla di testa ma Nadal cambia marcia. Il maiorchino è decisamente più mobile da fondo rispetto ai primi game e prende campo con più frequenza e decisione per chiudere il punto a rete. Un dritto lungolinea dei suoi scalda il pubblico della O2 Arena, che subito dopo però applaude il suo splendido rovescio.

Il maiorchino sbaglia di più, Goffin disegna il dodicesimo vincente, un dritto diagonale che scopre lo spagnolo fuori posizione, per il secondo break che lo proietta a servire per il set sul 6-5. Il terzo doppio fallo inaugura il nuovo break che porta il primo parziale al tiebreak.

E' sempre avanti Goffin, che di nuovo spreca un minibreak di vantaggio ma chiude con coraggio lo scambio del 6-5 e forza l'errore di Nadal sul primo set point. Il numero 1 del mondo chiude con 6 vincenti e 16 errori (7 di dritto, 9 di rovescio).

Il belga vince 4 punti in più sotto i 5 colpi (25 a 21) e due fra 5 e 9 (14 a 12). Lo spagnolo, che riesce a rispondere solo a due servizi su tre, cede l'ottavo tiebreak sui 22 giocati in stagione e non può che sperare nella settima rimonta del 2017 dopo aver perso il primo set.

Speranza ultima vana, cullata con la dedizione del campione forgiato alle mille battaglie. Goffin, che quest'anno ha perso solo 4 partite su 45 dopo aver vinto il primo set, firma il break all'ottavo gioco e va a servire per il match.

Ma Nadal sa come condurre una lotta, cancella un match point e riporta il match sul 5-5. Il belga non dovrebbe pensare al punteggio, perché quando si è trovato in vantaggio ha finito per bloccarsi, per sentire la pressione del momento, della situazione, dell'avversario.

Nadal ne cancellerà altri due di match point, in risposta, il secondo con uno splendido rovescio in diagonale. Il rovescio del maiorchino è più fluido, meno lavorato, mentre con il dritto ricerca la sicurezza nella costruzione dello scambio.

Ha un talento unico, Nadal, che anche nelle giornate difficili riesce a sfoderare il suo tennis migliore nei pochi punti che in fondo decidono la storia della partita. Vincono gli stessi punti, 24 a testa, negli scambi brevi nel secondo set ma lo spagnolo fa la differenza quando conta di più.

Quarto nella classifica per rendimento nelle situazioni "sotto pressione" nelle ultime 52 settimane, Nadal allunga anche il secondo set al tiebreak e di nuovo Goffin inizia con un minibreak di vantaggio, vanificato col settimo doppio fallo, risultato anche di una pausa fin troppo lunga fra la prima e la seconda.

Nadal gioca i migliori punti della partita nel tiebreak, vola così 6-2 anche grazie a un paio di splendidi passanti e il belga può solo rimandare l'inevitabile. Affossa il dritto decisivo che vale il 7-4 e permette a Nadal di risalire e allungare al terzo.

Ma la fatica è tanta, il ginocchio destro comincia a fare sempre più male. Nadal perde un altro break, al terzo game e, scoraggiato, si ritrova presto sotto 4-1. Il body language al cambio campo non è certo usuale per un campione che ha fatto della passione per la competizione la sua raison d'etre, la sua più duratura eredità.

Reagisce ancora, ma non basta. Vive di fiammat, di accelerazioni improvvise, non sa cosa voglia dire rinunciare a lottare e ancora recupera un break di svantaggio. Ma stavolta non può bastare. Sull'ultimo ace si chiude la sera del giorno duro del numero 1 del mondo.

Londra è ancora terra straniera per Nadal che chiude su una gamba sola e chiude con un saluto triste, ma non finale. .

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