ATP MOSCA - Damir Dzumhur è il nuovo Zar di Russia


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ATP MOSCA - Damir Dzumhur è il nuovo Zar di Russia

È Damir Dzumhur il nuovo Zar di Russia. Dopo il primo storico successo in carriera sul veloce di San Pietroburgo battendo in finale Fabio Fognini, il bosniaco fa il bis e trova la doppietta alla Kremlin Cup moscovita.

Davvero incredibile per come si è materializzato il successo contro Ricardas Berankis. Gli ultimi tre giochi sono semplicemente folli: il lituano non sfrutta per due volte lo 0-40, mentre Dzumhur concretizza e massimizza l’unica chance avuta.

Berankis vince 7 punti in più (92-85) ma ha un bilancio terrificante nelle palle break: se ne fa cancellare 18 su 21, mentre a sua volte ne concede appena 4 salvandone soltanto una. Cinico, spietato e risoluto. Dzumhur è il primo a rischiare di andare sotto nella finale, ma è bravo a cancellare due palle break e fare subito male.

Alla prima occasione, difatti, il bosniaco approfitta di un game pessimo di Berankis e sale sul 3-1. Nel quinto game c’è ancora una palla break per il lituano, ma Berankis chiuderà il suo game fallendo addirittura cinque risposte.

Quando il cronometro segna l’esatta mezz’ora di gioco, Dzumhur sigilla il set sul 6-2 conclusivo con un secondo break. La differenza sta, banalmente, tutta qua: mentre il bosniaco fa centro due volte su due, Berankis fallisce tre palle break su tre.

La reazione del lituano in avvio di seconda frazione è furente: Berankis conquista 11 dei primi 12 punti del set, piazza il break in apertura ma cede nel terzo game dopo aver mancato ben 7 palle del doppio break in un turno di servizio-fiume durato addirittura 30 punti.

La festa per Berankis è soltanto rimandata a due game più in là quando trova il bis che lo manda in fuga sul 4-1 prima e 6-1 poi, suggellato dal terzo break subito da un Dzumhur ormai con la spina staccata e la testa al terzo set.

In controtendenza rispetto a quanto avvenuto nei primi due set, nella frazione decisiva regnano i servizi e, quindi, l’equilibrio: per sette game non c’è traccia di una palla break e nell’ottavo ne arrivano tre tutte insieme per Berankis.

Spalle al muro a un metro dal precipizio, Dzumhur tira fuori le unghie e si salva con un ace e due rovesci vincenti che gli consentono di arpionare il 4-4. Dal possibile 5-3 con la possibilità di servire per il primo titolo in carriera, Berankis precipita indietro 4-5 consegnandosi con due errori di rovescio al rivale.

L’epilogo è davvero incredibile: il lituano torna nuovamente 0-40 e ancora non riesce a concretizzare alcuna chance. Dzumhur risale con pazienza ed esperienza e al primo matchpoint fa centro. Dopo 100 minuti il bosniaco mette la griffe anche sulla Kremlin Cup.

ATP MOSCA, Finale: [6] D.Dzumhur b. R.Berankis 6-2 1-6 6-4