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ATP TENNIS

ATP SHANGHAI - Fognini ci prova, ma ai quarti va Nadal

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by Alessandro Mastroluca

Una stretta costante, graduale. una spira che avvolge e coinvolge fino a lasciare senza respiro. Affrontare questo Nadal vuol dire combattere con la necessità di dover ricorrere agli estremi tentativi di stupire per ottenere un punto e con la frustrazione di una sfida quasi senza occasioni.

Fognini, al tredicesimo confronto con lo spagnolo, non gioca male, tira sei vincenti in più (20 a 14), vince i punti più belli, non soffre del "miedo escenico", la paura delle squadre che giocano al Bernabeu, fortezza del Real Madrid tanto caro al maiorchino, ma cede pur sempre 6-3 6-1 in un'ora con 23 gratuiti a 4 e quasi il doppio dei punti ottenuti negli scambi brevi, sotto i 5 colpi (32 contro 19).

Quella contro il numero 1 del mondo appare come la partita ideale per dimenticare la sospensione, la condizionale, il rischio squalifica Slam e le noccioline. Nadal ti costringe a una sfida totalizzante, a una ricerca della perfezione che ti porta a mettere da parte tutto il resto, tutto quello che non puoi controllare, che riduce l'orizzonte dei pensieri al qui e ora, a svuotare la mente e cercare dentro automatismi e certezze.

Fognini regala vincenti di ottimo livello e una strategia lucida di interpretazione delle situazioni in cui Nadal gli consente uno spazio di iniziativa, un grado di libertà superiore alla semplice reazione allo stimolo esterno.

Un doppio fallo e uno scambio spettacolare consentono a Nadal di iniziare con un break di vantaggio. Fognini ha bisogno di aprirsi il campo verso destra e velocizzare l'uscita in lungolinea di dritto contro lo spagnolo che, diceva ieri, non è ossessionato dalla prospettiva di finire la stagione da numero 1.

“Non cambio i miei piani per questo, non è il mio obiettivo” spiegava ieri, “quel che conta di più è sentirmi bene e di nuovo competitivo. C'è ancora tempo, e per me c'è un solo modo per poterci arrivare: continuare a vincere”.

Tre vincenti uno più bello dell'altro dell'azzurro illuminano l'inizio del tredicesimo confronto contro Nadal, che però va avanti 3-0. Fognini però tiene, nel contesto di una partita perfetto esempio dello sport del diavolo.

Nel settimo game, l'azzurro porta per la prima volta lo spagnolo ai vantaggi, chiude con una perfetta volée uno scambio da 20 colpi condotto con fredda determinazione sfruttando tutta l'ampiezza del campo, ma deve lasciare ogni speranza di fronte al quarto ace di Nadal e alla successiva seconda carichissima su cui non riesce a rispondere.

Da qui al 6-3 il passo è breve. Fognini chiude con 5 vincenti in più, 14 a 9, ma deve prendersi più rischi che si traducono in 10 gratuiti contro i soli due dello spagnolo. Perde appena sei punti al servizio Nadal che vince 16 punti su 26 negli scambi sotto i cinque colpi e 8 su 16 tra i 5 e i 9.

Pesanti i tre gratuiti che gli costano il break in apertura del secondo set. Gioca una palla corta mascherata di dritto per salvare la prima chance, combinazione di tocco e incoscienza, ma con Rafa che gioca corto prova a far la scelta giusta sulla seconda.

Tuttavia, l'esecuzione tradisce la bontà dell'intenzione. Contro un Nadal che gioca profondissimo anche di rovescio, Fognini conserva il meglio del repertorio per procurarsi le prime palle break nel quarto gioco.

Ma il numero 1 rimane avvinto come l'edera e richiude anche l'ultimo spiraglio. Cancella la seconda occasione di controbreak con il primo serve and volley della partita: l'eleganza non è certo à la Edberg, ma per efficacia, lucidità, presenza scenica, interpretazione delle evoluzioni e dei momenti del match, Nadal non è secondo a nessuno.

Se giocassimo, come l'eterodosso vicequestore Schiavone dei romanzi di Manzini, ad associare le persone agli animali, Nadal non potrebbe che essere un perfetto esemplare di boa costrictor, che stringe, soffoca con le spire, abbatte la pressione e quando sente il battito affievolirsi, solo a missione compiuta, si rilassa.

E la missione si compie presto. Da 30-15 nell'ultimo game, Fognini commette due errori e sul match point incassa un tracciante di rovescio da applausi. Nadal sfiderà Dimitrov che ha centrato la 40ma vittoria in stagione, suo primato, la decima nelle ultime 12, contro Sam Querrey.

Il bulgaro, che insegue il secondo titolo consecutivo in un Masters 1000, ha chiuso 6-3 7-6(3) e mostrato un adattamento migliore alle condizioni umide rispetto a quanto sperimentato a Pechino la scorsa settimana. La partita si mette in discesa per il bulgaro, che ieri sottolineava quanto siano ancora importanti gli esercizi quotidiani per esaltare la flessibilità muscolare, con il break al quarto gioco del primo set.

Manca tre set point in risposta, ma chiude il primo parziale un game più in là. Non si lascia condizionare nemmeno dal break subito in apertura di secondo set. Querrey perde il servizio a zero in un amen e si ritrova al tiebreak.

Dimitrov vince gli ultimi cinque punti e conquista il 14mo dei 22 giocati quest'anno. Con questa vittoria, il campione di Cincinnati riduce a 270 i punti di distacco da Thiem nella Race, che vede Querrey undicesimo ma ancora in corsa per le Finals viste le assenze di Wawrinka, Djokovic e quasi certamente Murray.

Questo Dimitrov può fare una partita più fisica, come si è visto a Melbourne e Pechino, ma questo Nadal rischia di essere imbattitbile per chiunque. .

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