ATP TENNIS

ATP BARCELLONA - Nadal irriconoscibile: anche Almagro sfata il tabu´!

-  Letture: 4933

Tennis – Rafael Nadal perde anche il feudo di Barcellona. Non bastano le mura amiche per ritrovare il sorriso. A ribellarsi è uno dei suoi “vassalli” (passateci il termine) preferiti, quel Nicolas Almagro battuto per 10 volte su 10, e capace di vincere solamente due set.

Una caduta che fa rumore, dopo i 41 successi consecutivi e le 21 vittorie di fila senza concedere alcun parziale. Eppure, in rimonta, questa volta Almagro non ha perdonato e punito gli errori e gli sprechi del connazionale.

2-6 7-6(5) 6-4 lo score che permette al murciano di unirsi a Wawrinka e Dolgopolov tra i “ribelli” del 2014, capaci di superare il nr.1 al mondo per la prima volta in carriera dopo tante delusioni. Non può essere un caso.

I motivi dell’ampia forbice negli H2H sembra essere spiegata abbondantemente nella prima frazione, che si apre malissimo per Nico con il break inaugurale con tanto di doppio fallo per regalare l’1-0. Almagro prova a reagire, e la risposta è immediata: Rafa rallenta la presa in qualche colpo e il rivale capovolge lo score salendo sul 2-1.

Solamente un fuoco di paglia: il nr.1 al mondo vince i successivi 5 giochi erigendo un muro invalicabile sulla spinta di un disperato Almagro, troppo ancorato sulla linea di fondo e poco propenso come al solito alle chiusure a rete.

Nel secondo set c'è più partita, anche grazie al poco cinismo del mancino, che non sfrutta alcuna palla break sulle 5 concesse da Nico (una in apertura, una nel terzo gioco, addirittura tre nel settimo).

Almagro è sicuramente più solido, ma dall'altro lato della rete anche Rafa non sta a guardare. Si rivede qualche calibrato dritto lungolinea e anche qualche prima sui 190 km/h, ma lo spagnolo meno quotato non ha intenzione di rendere la vita facile.

Il nr.1 al mondo costretto al servizio sotto sia per 5-4 che per 6-5, ma impatta al tiebreak senza troppi problemi. Nel gioco decisivo il maiorchino rimonta dal 3-1 al 3-3, ma sul 5-5 ci si mette anche la fortuna ad aiutare Nico: la sua fucilata di rovescio colpisce mezza riga e manda fuori tempo Rafa, che liscia la palla e concede il minibreak decisivo, concretizzato poi sul 7-5.

Il terzo set è a questo punto un punto interrogativo: neanche il break che porta Nadal sul 3-1 lascia tranquilli. Un disastroso quinto gioco con il doppio fallo in chiusura come ciliegina sulla torta lo dimostra. Almagro ci crede, il campione in carica perde fiducia e si rintana sempre più dietro la riga di fondo.

Dal 3-1 si passa dunque al 4-3 e servizio per Nico, ma punto nell’orgoglio il dritto mancino ha un sussulto. 4-4, è il momento di cambiare passo, ma non per questo Nadal, pizzicato sempre più spesso nella terra di nessuno e in uno stato di confusione evidente.

Un nuovo break spedisce il nr.20 al mondo al servizio per il match. Può succedere ancora di tutto, ne è un esempio il match di Parigi-Bercy del 2009, in cui un dimesso Nadal risalì addirittura dal 6-3 6-5 40-0 e servizio avversario, annullando un totale di 5 match point.

Paradossalmente, quel giorno, nella sua annata peggiore, giocò meglio: come prevedibile non mancano le occasioni nel decimo gioco, con Almagro che si lascia prendere dalla fretta e scivola sul 15-40. Rafa, però, non c'è: il dritto d’attacco che si spegne in rete sul 30-40 è l'emblema.

C’è tempo per sprecare un primo match point ed annullare una nuova palla break, ma l’epilogo è inevitabile. Con l’ultimo dei 36 vincenti scagliati, Nico può finalmente sciogliersi in un’esultanza quasi da vittoria Slam.

Per la prima volta dal 2004 Nadal chiude il mese di Aprile senza tornei vinti… Ennesimo segnale preoccupante per il maiorchino, a tratti davvero irriconoscibile. Cammino sempre più in salita verso il Roland Garros, con gli avversari ormai consci di poter giocarsela persino su questa superficie.

Almagro dunque “emula” Corretja, l’unico ad aver avuto la meglio a Barcellona su Rafa (ai tempi quasi esordiente), vendicando la finale dello scorso anno e conquistando il pass per la semifinale, in cui attende Santiago Giraldo (che approfitta del ritiro di Kohlschreiber a metà del secondo per un problema alla coscia), sulla carta un impegno decisamente più semplice.
Nella parte bassa la semifinale sarà tra Ernests Gulbis e Kei Nishikori.

Il lettone ha stroncato le speranze del sorprendente Gabashvili, sconfitto per 6-1 6-4. Risultato simile alla sconfitta rimediata da uno stremato Marin Cilic, reduce dalla battaglia del turno precedente con Robredo. Ne approfitta Nishikori, che dunque migliora il suo piazzamento a Barcellona, quando raggiunse i quarti nel 2012 (poi costretto al ritiro, contro Verdasco).

Buone notizie per Fabio Fognini nel tabellone di doppio. In coppia con Melzer, l'azzurro conquista le semifinali superando Kukuskhin e Gabashvili per 6-3 6-2. Ultimo ostacolo verso la finale, la coppia formata da Huta-Galung e Robert.

(4) K Nishikori defeats (12) M Cilic 61 63
(9) E Gulbis defeats T Gabashvili 61 64
(6) N Almagro defeats (1) R Nadal 26 76(5) 64
S Giraldo defeats (10) P Kohlschreiber 64 43
.