Sinner, Alcaraz e Medvedev nuovi Big 3? Murray non è del tutto d’accordo

L'ex numero uno al mondo ha parlato dei nuovi fenomeni del tennis maschile

by Gianluca Ruffino
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Sinner, Alcaraz e Medvedev nuovi Big 3? Murray non è del tutto d’accordo
© Kelly Defina-Getty Images

Jannik Sinner, Carlos Alcaraz e Daniil Medvedev i prossimi “Big 3”? Calma, andiamoci cauti. È questa la raccomandazione di Andy Murray, uno dei pochissimi tennisti capaci di riuscire ad insidiare il dominio di Federer, Djokovic e Nadal, tanto da aver dato il via all’era dei “Fab Four”.

Quei tempi però sono un ricordo ormai lontano per il tennista britannico, che a 36 anni e dopo innumerevoli infortuni non riesce più ad esprimere il livello dei giorni migliori. Vincere anche solo un match è diventato per il tre volte campione slam un’impresa, e la vittoria contro Muller al primo turno dell’Atp 250 di Doha è stata soltanto la prima dell’anno solare, seguita dall’eliminazione contro il giovane ceco Jakub Mensik al turno successivo.

In una recente conferenza stampa il tennista britannico ha parlato dell’avvento dei nuovi campioni del circuito, commentando il paragone sempre più ricorrente con le tre leggende che hanno comandato per decenni il tennis mondiale.

Le parole di Andy Murray

L’ex numero uno al mondo ha chiarito come sia troppo presto per affermare che Sinner, Alcaraz e Medvedev siano già i successori dei Big 3. "La mia sensazione è che ci voglia un po' di tempo per crearlo.

Non sto dicendo che non sia possibile per Alcaraz, Sinner e Medvedev o per alcuni dei ragazzi più giovani dominare, essere ai vertici di questo sport ed essere presenti nelle ultime fasi dei grandi eventi per cinque, sei o sette anni di fila" ha dichiarato Murray.

Lo scozzese ha poi continuato sostenendo che lo spagnolo e l’italiano hanno buone possibilità di dominare il circuito nei prossimi anni. "È sicuramente possibile e quei ragazzi siano abbastanza bravi da riuscirci, ma credo che la gente stia cercando quell'epoca in cui un gruppo di giocatori compete e vince per la maggior parte delle settimane.

Ma ci vuole tempo per costruirlo, non succede da un torneo all'altro. Penso che sia successo nel corso di sei, sette o otto anni e giocando sempre in finali di Grande Slam, quindi vediamo. Penso che sia possibile, soprattutto con Alcaraz e Sinner.

Penso che anche Medvedev sia brillante. C'è la possibilità che accada, ma non c'è alcuna garanzia" ha spiegato il 36enne. Murray ha infine concluso spiegando che la longevità della carriera di un tennista dipende tanto dalla programmazione e dagli infortuni.

"Se giochi quattro tornei e perdi al primo turno di ognuno di essi, il corpo reagisce in modo molto diverso rispetto a quando arrivi alle semifinali e alle finali per due settimane di fila. Giocare nove partite in 12 o 13 giorni è molto impegnativo dal punto di vista fisico.

Se stai vincendo e stai facendo molto bene ogni settimana, allora dovresti giocare un programma più leggero. Federer è stato probabilmente il primo a farlo e lo ha fatto in modo eccellente, ma non si può dire: "Beh, tutti dovrebbero giocare un programma più leggero" perché non tutti arrivano in finale ogni settimana come lui” ha dichiarato il campione britannico.

Alcaraz
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