Murray dopo il caso Djokovic-Kosovo: "La libertà di parola non va ostacolata"

Il tennista britannico ha parlato del rapporto tra sport e politica, un intreccio sempre più frequente

by Martina Sessa
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Murray dopo il caso Djokovic-Kosovo: "La libertà di parola non va ostacolata"

La politica è entrata nel torneo del Roland Garros. La guerra in Ucraina è stata al centro del dibattito in molti dei turni del torneo del Grande Slam, soprattutto nel tabellone femminile, con molte tenniste ucraine e russe protagoniste.

Nel tabellone maschile, invece, la politica si è fusa al tennis attraverso Novak Djokovic: non è la guerra tra Russia e Ucraina il tema, ma riguarda il Kosovo. I disordini nel Paese continuano e il tennista serbo ha voluto dedicare un messaggio sulla telecamera dopo il primo turno: “Il Kosovo è il cuore della Serbia, fermate la violenza”.

La frase ha fatto discutere molto, considerando la lotta del Paese per affermare la sua indipendenza. Dell'intreccio continuo tra politica e sport, proprio dopo la vicenda che ha coinvolto il tennista serbo, ne ha parlato anche Andy Murray, che ha preferito non andare a Parigi, concludendo in anticipo la stagione su terra rossa. “A nessun atleta dovrebbe essere impedita la libertà di parola, non credo sia giusto.

Spesso si sentono atleti, giornalisti e commentatori dire che lo sport e la politica non dovrebbero mescolarsi, ma lo fanno", ha dichiarato il campione Slam britannico in un’intervista rilasciata a The Telegraph.

La difesa di Murray

“Come atleti abbiamo la responsabilità di cercare di unire le persone e non necessariamente di dividerci a vicenda.

Penso che a tutti dovrebbe essere permesso di esprimere le proprie opinioni, penso che sia molto importante. Proprio come dovrebbe andare bene per tutti non essere d'accordo con loro”, ha aggiunto l’ex numero uno del mondo proprie sulle fratture creatosi nell'opinione pubblica.

Il tennista britannico ha dato forfait al torneo del Grande Slam francese, preferendo la stagione su erba, dopo le sue ambizioni sono alte. Infatti, mentre il serbo è in lotta per il titolo Slam a Parigi, Murray ha deciso di giocare il primo Challenger su erba: a Surbiton, è la seconda testa di serie del torneo, dopo il suo connazionale Daniel Evans, uscito prima dall’Open di Francia. Photo credits: @Lavercup (Twitter)

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