Andy Murray risponde a Naomi Osaka e difende gli organizzatori di Wimbledon



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Andy Murray risponde a Naomi Osaka e difende gli organizzatori di Wimbledon

L’ATP e la WTA hanno deciso di punire severamente la scelta presa dagli organizzatori di Wimbledon. I due massimi organi del tennis mondiale hanno infatti annunciato che la prossima edizione dei Championships non assegnerà punti ai partecipanti.

L’ex numero uno del ranking WTA Naomi Osaka, proprio in virtù della sanzione applicata dall’ATP e dalla WTA, ha messo in dubbio la sua partecipazione allo Slam londinese. “Penso che la decisione di non assegnare punti in questo torneo, influenzerà la mia scelta.

Non sono sicura che parteciperò. Mi piacerebbe poter giocare e fare più esperienza sull’erba, ma non penso che abbia senso. Inoltre, sull’erba, mi sono fatta molto male e questo mi spaventa. Vedremo cosa succederà nelle prossime settimane e poi deciderò.

Ma senza punti, Wimbledon sarà come una esibizione. Non puoi dare il tuo 100% senza che vengano messi in palio punti” . La giapponese non ha utilizzato giri di parole e ha espresso il suo duro punto di vista senza troppi problemi.

Murray risponde alla Osaka e difende Wimbledon

Andy Murray, che si è detto contrario all’esclusione dei tennisti russi e bielorussi, ha preso le difese di Wimbledon attraverso il proprio account Twitter. Il tweet pubblicato dallo scozzese suona come una vera e propria risposta alle recenti parole della Osaka.

“Seguo il golf da vicino e non ho idea di quanti punti ottenga il vincitore di un Masters. Io e i miei amici amiamo il calcio e nessuno di noi conosce o è interessato al numero di punti che una squadra guadagna dopo aver vinto il Mondiale.

Ma potrei dirti esattamente chi ha vinto il Mondiale e il Masters. Immagino che la maggior parte delle persone che guarderanno una partita sul Campo Centrale di Wimbledon tra poche settimane, non penserà a quanti punti in classifica otterrebbe un giocatore per aver vinto un match di terzo turno.

Ma vi garantisco che ricorderanno il nome del vincitore. Wimbledon non sarà mai una esibizione e non sembrerà mai una esibizione. Fine” .