Roger Federer e non solo: il sorprendente paragone di Andy Murray



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Roger Federer e non solo: il sorprendente paragone di Andy Murray

C’era un tempo neanche troppo lontano, in cui la next gen di fenomeni nati dopo il 2000 era ancora impegnata a disputare tornei Juniores, i giovani emergenti sui quali si riponevano grandi speranze erano Alexander Zverev e Stefanos Tsitsipas e Andy Murray era stato capace di riuscire a scalzare il dominio dei Big 3, allargando il cerchio ai Fab Four.

Come in tutte le storie però, l’incantesimo si rompe, ma a differenza delle pellicole cinematografiche, la storia del tennista britannico non finisce con un lieto fine. I tantissimi infortuni che hanno logorato l’anca del tennista britannico dal 2017 in poi ci hanno riconsegnato un campione che non è stato più capace di replicare i grandissimi risultati ottenuti nella propria carriera, fisicamente fragile e che dal suo ritorno in campo ha inanellato risultati piuttosto altalenanti.

L’ex numero uno del mondo, vincitore di 46 tornei ATP e in particolare di tre prove dello slam e due ori alle olimpiadi, ha riflettuto in una recente intervista su cosa sarebbe potuta essere la sua carriera senza gli annosi problemi fisici e su quali traguardi avrebbe potuto raggiungere.

Murray: “Continuerei a giocare per altri 20 anni se potessi”

Il tennista britannico, parlando in un'intervista con El Pais, ha dichiarato che, a suo parere, in alcuni periodi della propria carriera, il suo livello era arrivato al pari di quello di Djokovic, Nadal e Federer.

“Se si guarda a ciò che i tre (Nadal, Federer e Djokovic) hanno raggiunto, quello che ho vinto sembrerà insignificante per alcuni. E lo capisco. Non dirò mai che ero al loro livello, mi prendo la responsabilità per quello che hanno vinto, ma penso che ci sono stati momenti nella mia carriera in cui stavo giocando al loro livello” ha detto Murray.

Il tennista nativo di Glasgow ha poi aggiunto che l’infortunio rimediato all’apice della propria carriera è stato decisamente una “mazzata” importante che lo ha molto limitato. “Sono stato in grado di vincere contro di loro in alcuni dei più grandi tornei, e alcuni diranno che se non avessi avuto un infortunio così grave nel momento in cui ero numero uno del mondo e giocavo il mio miglior tennis...

ho perso due o tre anni molto buoni”. Murray ha infine scherzato sul fatto che, fosse per lui, continuerebbe a giocare per altri 20 anni. “Continuerei a giocare per altri 20 anni se potessi, ma probabilmente non sarà così.

Il tennis è stato una parte molto importante della mia vita. Ho giocato per circa 30 anni. Ho iniziato a quattro anni. Mi ha dato una vita incredibile, ho visitato città affascinanti, ho incontrato persone incredibili, ho realizzato molti dei miei sogni... Il tennis mi ha dato molto, è stato molto importante nella mia vita.

Ci ho messo molto tempo e impegno e, anche se ho chiesto molto al mio corpo, significa molto per me” ha concluso Murray.