La particolare risposta di Murray all'obbligo vaccinale: "È davvero complesso"



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La particolare risposta di Murray all'obbligo vaccinale: "È davvero complesso"

La domanda è stata rivolta dai media, in conferenza stampa, a Andy Murray. La vaccinazione dei tennisti e l’obbligo per partecipare ai vari tornei sono stati argomenti molto gettonati e popolari negli ultimi mesi sia nel circuito Atp che Wta.

Tanti giocatori hanno preso la loro posizione e annunciato, volontariamente, se effettueranno o meno la somministrazione contro il Covid-19. Le versioni e i diversi punti di vista non sono mancati: tra il ‘no’ di Stefanos Tsitsipas, poi tornato sui suoi passi in un certo senso, al “non bisogna mettere pressione” rimarcato dal numero uno del mondo Novak Djokovic, senza dimenticare la storia di Jeremy Chardy, che per una reazione avversa al siero ha terminato anzitempo la stagione 2021.

Dopo la sconfitta a Indian Wells nei sedicesimi di finale col tedesco Alexander Zverev, lo scozzese ha parlato pure di questo tema, tirando in ballo anche la prossima competizione del Grande Slam, gli Australian Open 2022, al quale per prendere parte ci saranno delle regole particolari e restrittive (non ancora specificate nel dettaglio).

Le opinioni di Murray

Sull’obbligo, ha affermato: “Non so come rispondere. Penso che il funzionamento dello sport sia piuttosto complesso. In alcuni, come il calcio, la stragrande maggioranza delle volte gioca in campionati nazionali e hanno norme diverse da paese a paese.

Il tennis, in questo caso, è uno sport mondiale. Alcuni giocatori non coperti da vaccino, se vogliono andare in una nazione dove non è obbligatoria la somministrazione, non dovrebbero essere spinti da Atp o Wta.

Io sostengo la vaccinazione e spero che i giocatori si rallegrino. Capisco che ci sono alcuni rari casi in cui persone possono avere effetti collaterali, ma quasi tutti sono benefici”. Poi il 34enne ha parlato dei requisiti da avere per gli AO: "A quanto ho capito, se non sei vaccinato puoi giocare, ma avrai regole completamente diverse dal resto.

È comprensibile. Non essendo coperto, hai più probabilità di prendere il virus e quindi di trasmetterlo. L'Australia è un paese molto severo. Il pubblico ha dovuto sopportare 18 dolorosi mesi. Se le persone che verranno nel paese contraggono il virus, può creare un'epidemia in quel paese.

La scelta di farsi vaccinare è la scelta del giocatore. Se il governo locale, insieme all'organizzazione del torneo, mettesse delle misure in merito io lo sosterrei. Sarebbe bello se venissero vaccinati più giocatori" ha concluso Andy.