Andy Murray spiega le differenze tra il suo tennis attuale ed il 2016



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Andy Murray spiega le differenze tra il suo tennis attuale ed il 2016

L'avventura di Andy Murray nella sua amata Wimbledon si è fermata al terzo turno. Dopo due vittorie contro avversari sulla carta 'non impossibili' lo scozzese si è arreso abbastanza nettamente al giovane Denis Shapovalov che ha lasciato solo otto game al suo avversario.

Se da un lato si può essere contenti per il fatto di rivedere Murray nuovamente in campo, tutti sono dispiaciuti, in primis l'ex numero uno, per non aver offerto una prova all'altezza. Il tennista britannico ha parlato di tutto ciò in conferenza stampa, trattando anche la sua situazione fisica ed i Giochi Olimpici di Tokyo 2021, torneo che resta in ogni caso un obiettivo.

Le parole di Andy Murray in conferenza

Il tennista britannico ha parlato cosi in un misto di ottimismo e rimpianto: "La cosa positiva di questa settimana è che ho giocato tutta la settimana senza infortunarmi.

Ci sono stati momenti in cui ho offerto buon tennis ed altri molto meno. Il mio errore principale nel torneo è stato non chiudere in tre set contro Basilashvili, li non ho alcuna scusa e venendo da una battaglia con Otte dovevo gestire meglio le mie energie.

Sento che se fossi riuscito a fare ciò magari sarebbe andata diversamente contro Denis, ma in generale ho bisogno di dedicare più tempo all'allenamento. Sono due anni che lavoro per tornare in condizione e perdere così fa male.

Per poter competere a questi livelli devo essere perfetto, mi capitava anche nei miei giorni migliori, figuriamoci adesso. Altrimenti è impossibile competere, ho bisogno di giocare diversi match ad alto livello per riprendere ritmo e anche lavorare per migliorare molto aspetti del mio tennis.

Andare al Queen's con soli pochi set giocato è stato un errore, era una pessima preparazione e rischiavo di infortunarmi. Devo trovare un equilibrio tra il prendermi cura del mio corpo e non esagerare. Mi allenerò molto meno rispetto al passato ma ce la metterò tutta.

Rispetto al 2016 ho perso un po' di mobilità ma sento che ho giocato bene come a quei tempi quest'anno in qualche occasione, è difficile perché può risultare un problema vedere sconfitte al primo turno inaspettate.

Tokyo? Non mi interessa quanto saranno rigidi i protocolli, sono motivato per andare lì e mi allenerò per essere competitivo sia nel singolo che nel doppio"