Andy Murray allontana la prospettiva del ritiro



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Andy Murray allontana la prospettiva del ritiro

Davvero eccezionale la carriera del trentaquattrenne Andy Murray, tra i pochi giocatori capaci di sfidare l’egemonia di Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic nel loro periodo di dominio più totale: in bacheca vanta due trofei di Wimbledon e uno degli Us Open, senza considerare le cinque finali disputate agli Australian Open ed una al Roland Garros.

Andy ha conquistato anche un’edizione delle ATP Finals e vinto due medaglie d’oro olimpiche consecutive, unico tennista ad essere mai riuscito in un’impresa del genere. Numero uno del mondo per un totale di 41 settimane, oggi il tennista di Glasgow è fuori dalla top 100 ATP.

Murray non vuole fermarsi

Presente lo scorso anno agli Us Open di New York, Andy ha superato in un incontro memorabile il giapponese Yoshihito Nishioka in rimonta al quinto set, prima di perdere contro il giovane Félix Auger-Aliassime con il punteggio di 6-2 6-3 6-4.

Intervistato di recente dal The Guardian, Murray ha rivelato: “C’è un sacco di gente che mi dice di smettere di giocare a tennis, che è una cosa triste, che non mi vogliono veder giocare così, che non riesco a rimanere in salute, che non riesco a fare nulla, che non sanno perché continuo”.

In ottica Wimbledon, l’ex numero uno ATP ha deciso di prendere parte al prestigioso torneo del Queen’s, dove esordirà contro il francese Benoit Paire (2-0 i precedenti in favore del britannico). “Io dico, non siate tristi per me!”, ha aggiunto Andy.

“Mi piace fare questo, è stata una mia decisione. Nessuno mi obbliga. Lo sport è strano. Pare che le persone non aspettino altro che ti ritiri e che smetta di fare ciò che ami di più”. Murray ha vinto cinque volte i Queen’s Club Championships ed è il giocatore più titolato nel torneo: c’è riuscito nel 2009, 2011, 2013, 2015 e nel 2016.

Il suo ultimo trionfo è avvenuto contro Milos Raonic in finale, maturato con il punteggio di 6-7 6-4 6-3. Photo Credit: La Repubblica