Andy Murray riflette sull’occasione persa agli Australian Open



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Andy Murray riflette sull’occasione persa agli Australian Open

Dopo aver conquistato nel 2019 il torneo di Anversa sconfiggendo in finale Stan Wawrinka, l’ex numero uno ATP Andy Murray è tornato a giocare a tennis solamente dieci mesi più tardi, a Cincinnati e in piena pandemia di Coronavirus, riuscendo a disputare gli ottavi di finale prima di uscire sconfitto contro Milos Raonic in due set.

Agli Us Open di New York, vinto nel 2012, il campione scozzese ha superato in un’incredibile rimonta al primo turno Yoshihito Nishioka, ma è stato battuto nel match successivo dal giovanissimo Félix Auger-Aliassime con il punteggio di 6-2 6-3 6-4.

Al Roland Garros, Andy ha perso subito per mano di Wawrinka, racimolando solo sei giochi in totale. Arrivato a Colonia, il cammino di Murray si è infranto nella prima partita contro Fernando Verdasco, in quello che è stato l’ultimo torneo del britannico della stagione 2020.

Murray: “È stato molto deludente”

Determinato a fare il proprio ritorno in campo a Melbourne in occasione degli Australian Open, l’ex numero uno del mondo ha dovuto rinunciare all’ultimo momento a causa della sua positività al Coronavirus, di cui ha più tardi pubblicamente accusato lo staff inglese del ‘National Tennis Center’ di Londra, dove ha trascorso il suo periodo di allenamento.

Andy è perciò tornato a giocare settimane più tardi in Italia, a Biella, dove ha perso nella finale dell’appuntamento Challenger in programma all’inizio del mese di febbraio. A Montpellier è stato subito sconfitto da Egor Gerasimov, mentre a Rotterdam ha vinto in rimonta con Robin Haase prima di cedere contro Andrey Rublev.

“Sono rimasto veramente deluso di non poter andare in Australia”, ha ammesso di recente Andy ai microfoni dell’ATP. “Mi ero preparato ed allenato veramente molto bene. Mi sentivo alla grande e il mio tennis era in ottima forma.

Dovevo andare a giocare a Delray Beach, ma poi abbiamo preferito rinunciare perché i casi di positività in Florida erano ancora abbastanza alti. Purtroppo abbiamo registrato alcuni casi anche al nostro National Tennis Center, quindi sì … è stato davvero molto deludente.

Non ho seguito molto l’Australian Open in TV e ho smesso di seguire sui social diverso giocatori, perché non volevo vederli allenarsi e divertirsi. Ci volevo essere anche io. Ho cercato di allontanarmene”. Photo Credit: The Mirror