Andy Murray non si arrende e sogna ancora in grande per Wimbledon



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Andy Murray non si arrende e sogna ancora in grande per Wimbledon

Il trentatreenne Andy Murray ha disputato il suo ultimo evento del Tour ATP a Rotterdam, dove ha battuto Robin Haase prima di perdere contro Andrej Rublev in due set. Tra pochi giorni tornerà in campo a Miami, torneo Masters 1000 che ha vinto nel 2009 e nel 2013.

Murray, numero 119 del mondo nelle ultime classifiche ufficiali, ha vinto solo una delle tre partite disputate in questa stagione.

Il sogno di un terzo trofeo a Londra

Parlando con Prime Video, Andy ha detto: “So di essere ancora capace di giocare ai massimi livelli.

Prima di Melbourne, più o meno a dicembre, stavo chiacchierando con la mia squadra riguardo agli Australian Open. Ho fatto: ‘Sento davvero di poter arrivare in fondo in questo torneo’. Stavo cominciando a crederci e a visualizzarlo, cosa che non era accaduta lo scorso anno.

Perciò, quello che mi aspetto è di andare e di giocare bene in questi eventi. Vincere Miami probabilmente adesso è un po’ ambizioso, ma sento davvero di poter competere con i migliori giocatori al mondo.

Spero che nel giro di pochi mesi, se sarò in grado di rimanere sul campo e in salute, con più partite sulle gambe, questo accada più regolarmente”. Commentando dunque la prossima edizione di Wimbledon, Murray ha dichiarato: “Voglio scendere in campo a Wimbledon ed avere la sensazione di poter vincere il torneo.

So bene che sarà durissima, ma credo davvero che possa accadere. Ho bisogno di settimane e mesi di allenamento, partite e buona salute. Ma sento che ce la posso fare. Sono certo che molte persone crederanno che sia un illuso e che i miei giorni migliori siano ormai alle spalle, forse è vero.

Ma io sento di poter ancora competere con i migliori giocatori nei tornei più importanti”. Infine, Murray ha discusso dell’importanza per lui di frequentare il più possibile gli attuali top players, per poter riprendere l’abitudine di giocare a ritmi particolarmente intensi: “È ciò che è successo a Rotterdam, quando prima del torneo mi sono allenato con Stefanos Tsitsipas e Borna Coric.

È diverso. È un livello differente, così come la velocità di palla. Negli allenamenti e nei match sono andato bene, ma mi è servito un po’ di tempo per sentirmi di nuovo a mio agio a quei livelli.

Perciò, mi aspetto di scendere in campo a Miami col maggior numero possibile di top players e di giocare molto meglio”. Photo Credit: EssentiallySports