Andy Murray parla delle sue condizioni fisiche e della vita dopo il ritiro



by   |  LETTURE 1772

Andy Murray parla delle sue condizioni fisiche e della vita dopo il ritiro

Oggi al 116° posto della classifica mondiale ATP, il tennista scozzese Andy Murray ha preso parte quest’anno al Challenger di Biella, all’appuntamento di Montpellier e a quello di Rotterdam, raggiungendo al massimo la finale in Italia (battuto da Illja Marchenko).

Parlando con Sportskeeda, il campione di tre prove del Grand Slam ha informato gli appassionati di tennis circa le sue recenti condizioni fisiche.

Murray: “Non ho intenzione di smettere”

Il nativo di Glasgow ha detto: “Mi piace ancora giocare.

È la mia più grande motivazione. È ciò che mi fa alzare la mattina e continuare ad allenarmi duramente. È tutto ciò che ho sempre conosciuto e penso che aver affrontato il pensiero del ritiro mi abbia aiutato a capire quanta passione ho ancora per andare avanti.

Le Olimpiadi sono il mio obiettivo principale di quest’anno. Sono molto orgoglioso delle mie medaglie d’oro, perciò sarebbe fantastico avere la possibilità di difenderle. Mi sto allenando intensamente per essere a Tokyo, qualsiasi formato i Giochi adotteranno”.

Per quanto riguarda il proprio corpo, Andy ha dichiarato: “Fisicamente mi sento bene. L’anca non fa più male e sono felice di come mi muovo sul campo. Mi sono allenato davvero duramente prima di andare a Biella, era da tanto tempo che non mi sentivo così bene.

Al momento non vedo l’ora di giocare il maggior numero possibile di partite, poiché i match sono la cosa di cui più sento la mancanza adesso. La maggior parte degli atleti ha fastidi tutto il tempo, ma rispetto a quello che ho attraversato nel 2018 mi sento abbastanza bene.

Sono anche molto più bravo a capire quando ho bisogno di riposare e recuperare, perciò averlo inserito nella mia routine mi ha aiutato”. Parlando della sua ultima prestazione a Rotterdam, dove è uscito per mano di Andrej Rublev, lo scozzese ha commentato: “Rotterdam è stato un po’ difficile per me.

Ero felice di aver portato a casa la partita contro Robin Haase perché ci sono stati momenti in cui non stavo giocando al meglio, perciò a livello mentale è stato positivo aver continuato a lottare e aver vinto.

Il match contro Rublev però è stato complicato. Ho commesso errori nei punti chiave e a questo livello non te lo puoi permettere. È stato frustrante, ma imparerò molto da questa sfida. So dove devo migliorare, quindi spero di poterci lavorare nelle prossime settimane”.

In ultimo, il due volte campione di Wimbledon ha brevemente accennato alla sua vita dopo l’addio alle competizioni: “Essere un allenatore è qualcosa che prenderei in considerazione. Al momento sto cercando di non pensare troppo al di là della mia carriera da giocatore, ma sono sicuro che finirò per rimanere nel mondo del tennis in un modo o nell’altro.

Sono altrettanto certo che vorrò un po’ di tempo libero con la mia famiglia quando avrò finito”. Photo Credit: ATP Tour