Lendl protegge Andy Murray: "Ha il diritto di scegliere lui quando smettere"



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Lendl protegge Andy Murray: "Ha il diritto di scegliere lui quando smettere"

Sono mesi difficili per Andy Murray, il rientro dall’operazione sembrava prospettare un futuro più roseo o, almeno, più competitivo per il campione scozzese, che invece, malgrando la vittoria ad Anversa di un anno fa, ha inanellato troppi risultati deludenti, palesando l'incapacità di uscire definitavamente dal tunnel oscuro nel quale era finito nel 2017.

E, come prevedibile in questi casi, negli ultimi mesi non sono mancate le critiche, come quelle che Mats Wilander, ex campione slam e commentatore di Eurosport, gli ha lanciato pubblicamente dopo la sonora sconfitta al primo turno del Roland Garros contro Stan Wawrinka.

Quel giorno Wilander ritenette ingiustificato il gesto di Murray di accettare la wild card dei parigini nonostante godesse di pessime condizioni tecnico-fisiche. “Che dia spazio ai giovani” aveva detto l’ex tennista svedese.

Lendl protegge il suo vecchio assitito dopo le tante accuse

Pochi giorni fa il nome del due volte campione di Wimbledon è tornato di attualità nonostante Murray non abbia più giocato tornei da quella ormai celebre esecuzione maturata sul Philippe Chatrier.

Ed è stato proprio il suo ex allenatore Ivan Ledl a parlare di lui, rispondendo in modo autorevole e protettivo alle parole di Wilander. Durante un podcast al quale era stato invitato, Lendl ha criticato il pensiero del suo ex collega, ritenendolo poco rispettoso del glorioso passato di Andy Murray.

“So che Mats è stato criticato molto per aver detto che Murray non avrebbe dovuto accettare una wild card e lasciare questo privilegio ai giovani giocatori, ma non sono d'accordo - ha detto Lendl - Non sono d'accordo perché penso che giocatori come Andy Murray debbano avere un’occasione.

Prima che vincesse il suo ultimo US Open, tutti mi chiesero un’opinione su Pete Sampras e sulla sua possibilità di ritirarsi, e io dissi: “Pete Sampras si è guadagnato il diritto di andare in pensione quando vuole andare lui”.

E la stessa cosa deve valere per Murray. Andy si è guadagnato il diritto di giocare quando vuole, purché sia ancora appassionato. E credo che Andy abbia ancora tanta passione." Certamente le parole di Lendl troveranno molto sostegno e altrettante critiche.

L’unica certezza è che questa storia non sia destinata ad esaurirsi in fretta. C’è solo un modo per trovare una soluzione a questo rebus intricato e tutto dipenderà dalle motivazioni del diretto interessato Andy Murray.

L’inizio dell’anno sarà senza dubbio fondamentale per capire se archiviare o proseguire il dibattito che lo vede protagonista da diversi mesi. La speranza rimane però quella di tornare a parlare del 3 volte campione slam in un’ottica differente, che preveda un campo da tennis e una racchetta tra le mani.