Andy Murray: “Dovremmo cambiare nome alla Margaret Court Arena”



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Andy Murray: “Dovremmo cambiare nome alla Margaret Court Arena”

L’australiana Margaret Smith Court, classe 1942, è una delle giocatrici più forti che il nostro sport abbia mai conosciuto: in carriera vanta 24 titoli del Grand Slam in singolare (record assoluto), 19 in doppio e 21 in doppio misto.

Numero uno del mondo nelle classifiche stilate dalla WTA nel 1973, la campionessa di Albury ha vinto 92 titoli nell’Era Open. Malgrado i suoi incredibili risultati che ne fanno un’autentica istituzione del nostro sport, Court si è trovata al centro di numerose polemiche nel corso degli ultimi anni a causa delle sue posizioni contro la comunità LGBT e l’omosessualità, definita da lei stessa “un abominio”.

Per questi motivi, in molti ritengono ormai necessario cambiare il nome della Margaret Court Arena di Melbourne, intitolato alla vincitrice di 11 trofei degli Australian Open quasi vent’anni fa.

Murray: “Dovremmo prendere in considerazione questa possibilità”

Lo scozzese Andy Murray, cinque volte finalista a Melbourne, ha dichiarato a tal proposito durante un’intervista per Pride Life: “Non credo che i valori di Margaret Court siano quelli che rappresentano il nostro sport.

Quando arrivi agli Australian Open, vuoi concentrarti sul tennis. Le sue opinioni sminuiscono tutto questo”. Ex numero uno ATP, Murray ha perso le sue numerose finali agli Australian Open contro Roger Federer e Novak Djokovic.

Dal 2016, il britannico non ha più raggiunto i quarti di finale a Melbourne, spingendosi al massimo fino agli ottavi. L’ultima volta che Andy ha disputato un quarto di finale in un torneo del Grand Slam è stato a Wimbledon 2017, quando è stato sconfitto in cinque set dall’americano Sam Querrey col punteggio di 6-3 4-6 7-6 1-6 1-6.

A partire dalla prossima settimana si terrà l’appuntamento del Roland Garros, evento in cui Murray si è spinto fino in finale quattro anni fa, rimediando un’altra sconfitta con Djokovic. Il campione di Dunblane è tornato al successo nell’ottobre del 2019, trionfando sul cemento di Anversa contro lo svizzero Stan Wawrinka.