Murray ha dubbi sul nuovo calendario. E potrebbe rinunciare a Cincinnati



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Murray ha dubbi sul nuovo calendario. E potrebbe rinunciare a Cincinnati

Andy Murray ha dato un morso alla normalità nel corso del torneo-esibizione organizzato dal fratello Jamie a Londra. Dopo due vittorie e una sconfitta nel round-robin, Sir Andy si è arreso a Daniel Evans e alla stanchezza ai piedi della finale.

Promuovendo comunque uno stato di forma tutto sommato buono nel corso dell'intervista post-partita. Il britannico ha poi avuto modo di parlare del nuovo calendario all'agenzia Reuters. «Se devo essere sincero, non credo sia possibile e non credo sia sicuro giocare le fasi finali dello Us Open e poi ritrovarsi il martedì a Madrid, in altura, sulla terra e con la palla che rimbalza in maniera completamente differente.

In generale penso che il calendario non sia strutturato in maniera corretta, ma non possiamo fare altro che adattarci a quelle che sono le direttive dell'ATP» ha spiegato. Murray, che non gioca un match ufficiale dal novembre dello scorso anno, ha quasi inevitabilmente messo in dubbio la partecipazione a Cincinnati.

E nel corso della chiacchierata ha provato anche a introdurre un altro argomento molto, molto interessante. Quello del ranking.

Murray, idea ranking biennale

«Esiste la possibilità che molti big decidano di non partecipare ad alcuni degli eventi più importanti.

Io stesso preferirei giocare a Washington e saltare l’evento della settimana precedente allo Us Open». Ed è così. Il carrozzone-del-tennis ricomincerà a muoversi dalla Capitale il 14 agosto, poi l'impianto di Flushing Meadows ospiterà il Western&Southern Open di Cincinnati e quello che da calendario sarà solamente il secondo Slam dell'anno.

Potremmo pensare anche a Rafael Nadal, che potrebbe tranquillamente decidere di saltare a pié pari (nonostante la vittoria dell'anno scorso a New York) l'intero spicchio di stagione sul cemento nordamericano per dedicarsi completamente alla parte sulla terra con Madrid, Roma, ma soprattutto il Roland Garros.

«Potrebbe essere il caso di introdurre un ranking biennale per il momento, così che i ragazzi che hanno fatto bene lo scorso anno e non sono nelle condizioni ideali di difendere i loro punti non saranno troppo penalizzati» ha concluso. Photo Credit: Getty Images