Andy Murray: "All’inizio non riuscivo neanche a piegare le gambe"


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Andy Murray: "All’inizio non riuscivo neanche a piegare le gambe"

L’impresa di Andy Murray, capace di vincere un titolo ATP ad Anversa a pochi mesi dall’operazione all’anca che avrebbe potuto anche precludergli la possibilità di tornare a disputare un match ATP di singolare, ha qualcosa di incredibile.

In un’intervista concessa al The Times, il due volte campione olimpico ha raccontato di quanto sia stato lungo e faticoso il processo di riabilitazione. “Quando la mia squadra mi chiede di fare qualcosa, lo faccio: non salto sessioni di allenamento, non perdo un giorno in palestra o in campo” ha spiegato Murray.

“Ma negli ultimi sette o otto mesi, ci sono stati momenti in cui ho pensato: ‘Ragazzi, adesso non ho dolore, preferisco smettere’. Non me la sentivo di farlo tutti i giorni e la mia squadra lo ha capito, e qualche volta sono stati indulgenti con me.

Ma sapevo che, se avessi svolto il programma di recupero nel modo corretto, allora avrei potuto avere un’opportunità”. “All'inizio, la cosa più difficile era piegare la gamba” ha aggiunto il britannico.

“Sembra poco, ma all'inizio non riesci neanche ad infilari scarpe o calze. Ho dovuto letteralmente sedermi su una sedia e cercare di toccare il pavimento. Il mio team ha i video di tutte le attività che scolgevo.

All'inizio potevo stare soltanto con la schiena dritta e non riuscivo neanche a piegarmi un po’. Non riuscire a fare una cosa così semplice è una sensazione davvero strana, ma ogni giorno sono andato avanti di un centimetro e alla fine ce l’ho fatta”.

Photo Credit: Getty Images